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Alberto Giacomino: fusione è un salto nel buio | L’opinione

«Non è vero che pioveranno contributi per dieci anni: ormai troppi enti si stanno accorpando»

Alberto Giacomino: fusione è un salto nel buio. Il sindaco di Riva Valdobbia continua a essere convinto che l’annessione tra i due enti non porti tutti i benefici che sono stati presentati.

I motivi del “no”

Lunedì ha organizzato un incontro aperto alla popolazione invitando una esponente dell’Anpci, l’associazione dei piccoli Comuni. Alberto Giacomino ha voluto informarsi bene prima di voler parlare di fusione tra Riva Valdobbia e Alagna. «La rappresentante dell’Anpci – spiega – ha detto chiaramente che nel 2017 sono stati 51 i Comuni che si sono associati, ma il budget finanziario previsto a favore delle fusioni è sempre lo stesso». E quindi i soldi che dovrebbero arrivare come incentivo? «Garanzie non ce ne sono – sostiene Giacomino -. Tutto dipende dalla Finanziaria, se il Governo non prevede altre risorse chi arriva adesso a unirsi rischia di non incassare quanto promesso. Magari i fondi arrivano il primo anno, ma è difficile che vengano garantiti per dieci anni. Dipende dalla Finanziaria». Insomma, qual è il rischio? «Semplice, è di fare una fusione per portare a casa un bel gruzzolo e invece alla fine incassare meno della metà di quanto previsto e promesso».

Questioni logistiche

E poi ci sono le questioni più pratiche. «Fare una fusione non è cosa semplice – spiega ancora il sindaco -. Pensiamo al piano regolatore, se davvero Riva Valdobbia farà parte di Alagna bisognerà rivederlo completamente. Non possiamo tenere regole diverse da una località all’altra. Il sindaco di Alagna propone di mettere gli uffici comunali a Riva, ma dove li mettiamo?».

«Difendo l’identità»

Insomma Alberto Giacomino non digerisce l’idea di una fusione. «Stiamo attenti – risponde -. Stiamo parlando di una annessione. Ovvero Riva Valdobbia diventerà una frazione o località di Alagna Valsesia. E’ normale che Alagna voglia tenere il nome visto che ormai è un luogo conosciuto a livello mondiale, ma di fatto noi diventiamo una frazione. Io sono qui per difendere l’identità del mio paese». Quando la questione fusione era uscita, Giacomino aveva lanciato una proposta: «Sarebbe stato più giusto parlarne prima in modo informale, invece mi sono visto arrivare una mozione che di fatto ha messo con le spalle al muro».

Referendum

E qual è l’impressione visto che tra pochi giorni i cittadini saranno chiamati a esprimere la propria opinione nel referendum consultivo? «Le persone giovani sono favorevoli, la gente più anziana è maggiormente contraria – sottolinea -. Vorrei far capire due cose in sostanza: la prima è che di fatto con l’annessione Riva Valdobbia diventa una mera frazione e in secondo luogo di analizzare bene i contributi promessi. I soldi non sono garantiti e il rischio è di trovarsi dopo il primo anno senza quanto si sperava. Credo che i due Comuni possano continuare a collaborare come hanno fatto finora, senza alcun problema».

Un Commento

  • Anna ha detto:

    Concordo pienamente sulle perplessità del sindaco. Le richieste di fusione aumentano….ma ci sono soldi per tutti?? E per 10 anni?? O la promessa degli incentivi è solo un “miraggio”….uno specchietto per le allodole….
    Come le varie promesse elettorali a cui purtroppo siamo abituati.

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