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Alta Valsessera cerca l’acqua minerale

In piedi un progetto che comporterebbe un importante risvolto anche dal punto di vista lavorativo

Alta Valsessera,  predisposto un progetto per una nuova pista e per le opere accessorie finalizzate alla ricerca. L’area interessata dalla ricerca si trova all’interno di un parallelepipedo tra le località San Bernardo e Baso, le piane di Barbato, la Bellaria e il monte Rubello

Alta Valsessera, ma c’è l’acqua minerale?

Nel cuore della Valsessera c’è acqua minerale? La risposta non dovrebbe tardare molto ad arrivare. Un anno fa la società “Sorgenti EZ srl” (dove EZ sta per Ermenegildo Zegna) aveva presentato un progetto in Provincia di Biella di ricerca di sorgenti in un’area di 154 ettari. A quasi un anno di distanza si fa un nuovo passo. E’ stato infatti predisposto un progetto per una nuova pista e per le opere accessorie finalizzate alla ricerca di acque minerali. E il Comune di Trivero, con delibera di giunta, ha dato parere positivo.

Le fasi del progetto

La prima richiesta in Provincia risale ormai a un anno fa e nell’arco di questo lasso di tempo il progetto è andato avanti. L’area interessata dalla ricerca si trova all’interno di un parallelepipedo tra località San Bernardo dove sorge il santuario, località Baso, le piane di Barbato, la Bellaria e il monte Rubello. L’obiettivo dell’intervento era: andare a individuare nuove risorse di acque minerali nel sottosuolo, approfondire le conoscenze idrogeologiche tramite sondaggi esplorativi, realizzare eventuali nuove opere di captazione utilizzando tecnologie in grado di isolare le risorse idriche minerali e, infine, elaborare un modello in grado di supportare la gestione della risorsa idrica minerale e definire le modalità operative per minimizzare qualsiasi interferenza quantitativa o qualitativa con le fonti di approvvigionamento idro-potabile presenti.

La richiesta presentata in Comune a Trivero

Dopo la prima fase di studio, ora si entra nel vivo della faccenda con la nuova richiesta presentata in Comune, in quanto la pista forestale su cui bisogna intervenire e passare, sorge sui terreni comunali. Nella documentazione, “Sorgenti EZ” sottolinea che «per le indagini idrogeologiche e di prelievo di campioni di acqua non si produrrà in alcun modo modificazioni o trasformazioni del suolo». Il permesso di ricerca ha una durata di tre anni ed è prevista una spesa di massima per l’attuazione del programma di ricerca pari a 200mila euro. A occuparsi del progetto sarà il geologo Giovanni Savazzi con il supporto tecnico della società “Idroricerche srl” di Chiusa di Pesio, in provincia di Cuneo, mentre le analisi chimiche e fisiche saranno effettuate dal dipartimento di chimica analitica dell’università di Torino. Se dovesse andare avanti, il progetto comporterebbe anche un importante risvolto dal punto di vista lavorativo.

nella foto, il santuario di San Bernardo, la cui zona sarà interessata dalle ricerche dell’acqua minerale

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