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Bettole e gli scout di Borgosesia hanno detto addio a don Luigi Franco

Il sacerdote fondò il gruppo nel lontano 1946. Il funerale a Romagnano

In lutto gli scout di Borgosesia: è morto il loro cappellano storico, don Luigi Franco. Parroco di Bettole per più di mezzo secolo, il sacerdote ha cessato di vivere nella casa di riposo di Romagnano dove si era ritirato da qualche anno. Gli mancavano pochi giorni per compiere 94 anni. Il percorso del sacerdote è stato indissolubilmente legato al gruppo scout, che lui costituì nel 1946, e alla parrocchia di Bettole, di cui è stato la prima guida nel 1953. Il funerale è stato celebrato l’altro giorno a Romagnano, dove era nato l’11 settembre del 1922.

Don Luigi venne ordinato prete da monsignor Leone Ossola il 29 giugno 1946, il giorno della ricorrenza patronale di Borgosesia. E proprio nella parrocchia di Borgosesia assunse il primo incarico sacerdotale. Nello stesso anno fece nascere anche il gruppo scout di Borgosesia, la prima promessa venne recitata l’8 dicembre del 1946. Anche la parrocchia di frazione Bettole nacque proprio con don Luigi: fu il vescovo Vincenzo Gilla Gremigni, il 27 maggio 1953, a istituire la sede e a proporre al sacerdote di seguirla, cosa che don Luigi ha fatto per 58 anni, sino al 2011, quando si è ritirato a Romagnano.

La messa di saluto alla comunità venne celebrata nel settembre 2011 in occasione della festa patronale di Bettole: «Avete rappresentato la mia famiglia e vi porterò sempre nel cuore» era stato il suo congedo dai parrocchiani.  Fra quanti hanno conosciuto don Luigi c’è l’assessore comunale Marco Antoniotti: «Come parroco erano da apprezzare l’umiltà e la laboriosità che metteva a servizio della comunità: da solo, conducendo uno stile di vita modesto, è riuscito per cinquant’anni a mantenere cinque chiese.Fu fra i primi a usare macchine fotografiche, proiettori, e qualsiasi strumento potesse essere utile per divulgare o far trascorrere pomeriggi in compagnia. Emergeva anche nell’organizzare le gite delle scuole elementari, negli anni Settanta, portando i suoi alunni in posti impensabili per quel periodo».

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