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Bracconieri stranieri nelle acque del vercellese e biellese, è allarme

L'allarme lanciato dalla Fipsas a Biella

Bracconieri stranieri e soprattutto dell’est stanno facendo danni alla pesca tra biellese e vercellese.

Bracconieri stranieri

«I nemici non si nascondono tra noi, sono altri». E’ con questa frase – con il chiaro riferimento ai bracconieri soprattutto dell’Est che stanno mettendo a ferro e fuoco i corsi d’acqua del nord Italia – che il coordinatore nazionale dei guardiapesca della Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquea), Luigi Stuani, ha voluto iniziare lo storico incontro tra le guardie ittiche della federazione del Coni e quelle dell’Arci Pesca Fisa di Biella. L’incontro si è tenuto martedì nella sede di Chiavazza della Fipsas.

L’appello lanciato a Biella

A fare gli onori di casa è stata la presidente provinciale, Luisella Lavetto, affiancata dal coordinatore biellese delle guardie ittiche, Vincenzo Romano, nonché dal dirigente Nicola Foglio. Presente all’incontro, per la Provincia di Biella, il responsabile delle guardie, Gianni Marcone. Per l’Arci, erano presenti il presidente Roberto Di Gleria, il coordinatore delle guardie, Armando Malagoli, il vice coordinatore Umberto Savio e numerose guardie. Per la Fipsas, oltre al coordinatore nazionale, erano presenti Renato Pellò, presidente regionale eella provincia di Novara, il coordinatore regionale delle guardie, Lucio Casartelli, nonché Lorenzo Ziboni, responsabile per il Nord Ovest della vigilanza: gente tosta che si è trovata più volte a combattere contro i bracconieri dell’Est Europa, organizzatissimi, senza paura, spesso e volentieri armati. Ecco perché, lungo le sponde del Po e a livello nazionale, la Fipsas ha firmato un paio di mesi fa una convenzione con l’Arma dei carabinieri, nello specifico con il reparto forestale, in modo che i militari possano intervenire e affiancare le guardie ittiche in caso di necessità. «Nel Biellese – ha spiegato Pellò – non ci sono acque che si prestano alle grandi predazioni come ad esempio in provincia di Alessandria e in parte nel Vercellese. Ciò nonostante, nel vostro piccolo, dovete assolutamente fare fronte comune per impedire l’azione di questi delinquenti organizzati». Anche in provincia si prospetta un accordo con i carabinieri forestali.

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