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Cai Varallo piange Elio Cerutti

Oltre ad avere ricoperto la carica di delegato, fu molto attivo nel gruppo per i giovani

cai varallo

Cai Varallo piange un socio storico: ricoprì anche la carica di delegato.

Cai Varallo piange Elio

Sono giorni tristi per gli amanti della montagna: il Cai ha dovuto dare l’addio a Elio Cerutti. Il varallese si è spento lunedì dopo aver combattuto fino all’ultimo contro un male inguaribile. Aveva 76 anni. In passato era stato delegato del Cai Varallo e particolarmente attivo nel Grim. A ricordarlo Ferruccio Baravelli, che per anni è stato responsabile del Gruppo ragazzi in montagna. «Ancora una volta, troppe in quest’ultimo periodo, il Grim saluta per sempre un amico, un punto di riferimento importante per tutti noi: Elio Cerutti. Era la fine del 1999 quando il Grim ha dovuto rimettersi sulle proprie gambe e per farlo si rivolse a coloro che negli ultimi anni avevano accompagnato i ragazzi, proprio per ricevere il miglior fondamento possibile».

La ripresa

«Furono solo tre gli ex accompagnatori a rispondere al nostro appello – prosegue – uno di questi fu Elio. Abbiamo conosciuto Elio quando nel 2000 cominciammo a seguire autonomamente il Grim, in successione a Elvise Fontana. Inizialmente Elio osservò il nuovo costituendo gruppo di accompagnatori e ragazzi con diffidenza, da lontano e non rientrò a pieno regime tra gli accompagnatori; voleva essere sicuro di riprendere l’attività nell’ambiente giusto… ma non ci mise molto a convincersi. Elio ritorna quindi nel Grim a pieno titolo verso il 2002: ex accompagnatore di alpinismo giovanile nazionale, ma soprattutto e al di là dei titoli che non amava, un montanaro vero, con una esperienza e una profonda conoscenza della nostra valle che ho riscontrato in pochi. Diventa presto il nostro punto di riferimento col suo ruolo di anziano ed esperto. Colpiva anche il fatto che, nonostante l’età, la sua prestanza fisica fosse invidiabile sui percorsi più duri e impegnativi, la sua saggezza confortante, una vera guida sia tecnica che spirituale per tutti noi alle prime armi in questa avventura».

Padre Gallino

«Colpiva il profondo attaccamento al “Previ” – racconta ancora Baravelli – i ricordi nostalgici e lucidi di padre Giovanni Gallino, colui che fu la sua guida, il suo punto di riferimento; una condizione quindi che si tramanda, di cui noi oggi speriamo di essere degni successori anche grazie al suo esempio. Infine colpiva il profondo attaccamento al gruppo, la sua costante presenza sinché lo stato di salute lo ha consentito. Come sorprendeva la sua partecipazione, anche quando le uscite con noi non le poteva più fare e telefonava immancabilmente a Natale, Ferragosto e alla festa del Grim per fare gli auguri a tutto il gruppo e ricevere le ultime notizie. Voleva farci sentire che la sua presenza, comunque, continuava ad accompagnarci e oggi siamo noi, caro Elio, che vogliamo farti sentire la nostra di presenza, prima che tu parta per andare avanti a verificare anche quest’ultimo sentiero».

La vicinanza del Grim

«Ti saremo vicino in quest’ultimo momento come tu avresti desiderato, saremo vicini alla tua famiglia e conserveremo un indelebile ricordo da tramandare ai nostri ragazzi, soprattutto ogni volta che salendo sul sentiero di padre Gallino reciteremo la preghiera dell’alpinista, che a memoria conoscevi, appena sotto il monte Tre Croci – promette – Da quella panoramica sosta dedicata al tuo amico Romano Tosi e a tutti gli accompagnatori del Grim “che sono andati avanti”. Da quelle rocce aperte dove l’occhio spazia dal fondo valle alle cime più alte della nostra Valsesia. La valle che hai percorso col Previ, con tanti ragazzi del Grim e anche con noi, che abbiamo condiviso con te questa meravigliosa esperienza.
Ciau Elio. Il tuo Grim».

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