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Chiuso centro migranti a Portula: tutti trasferiti

I richiedenti asilo sono stati smistati in diversi centri di accoglienza

chiuso centro migranti

Chiuso centro migranti di Granero: i richiedenti asilo smistati in diversi centri di accoglienza.

Chiuso centro migranti “Casa rossa”

Si svuota la “casa rossa” di Granero. Mercoledì tutti i migranti ancora ospitati nell’edificio (una ventina circa) sono stati trasferiti e smistati in centri di accoglienza della provincia, sotto la gestione della cooperativa Nuova Vita. A prendere questa decisione è stata la Prefettura di Biella, che ha stabilito una diversa distribuzione dei richiedenti asilo (con numeri ormai in forte calo) tra le cooperative e le associazioni che hanno partecipato all’ultimo bando di appalto per ospitare profughi. In pratica, la Prefettura ha deciso di dare priorità alle prime classificate non solo riguardo i nuovi arrivi, ma anche trasferendo i migranti già alloggiati. Visto che nella gara di appalto l’associazione “Nuvola” si è classificata nelle posizioni più basse, i migranti di Granero sono stati trasferiti d’ufficio ad altri enti e ad altre case.

A Granero

La casa di Granero era stata aperta nella primavera del 2016, e inizialmente aveva suscitato parecchie apprensioni: si parlava di 70 o addirittura 90 persone ospitate, mentre in realtà non sono mai state più di 50. Momenti di tensione con il territorio ce ne sono stati pochi, e quasi sempre dovuti a un paio di “teste calde” peraltro segnalate alle forze dell’ordine Piuttosto, in questi due anni il volontariato e la parrocchia in più occasione hanno sopperito alle carenze dell’associazione “Nuvola”, fornendo i giovani di vestiario, scarpe e a volte anche generi alimentari. Alcuni migranti hanno condiviso in misura maggiore la vita del paese, per esempio andando a cantare nel coro parrocchiale di Coggiola. E in effetti qualche settimana fa la parrocchia aveva organizzato una “pizzata” proprio per salutare i coristi africani che erano stati trasferiti (ma questa volta nell’ambito di altre case della stessa associazione).

Il pocket money

Le uniche volte che la presenza dei migranti aveva meritato gli onori della cronaca sono state le due proteste avviate per rendere di dominio pubblico proprio le carenze dell’associazione. In quelle occasioni, i giovani avevano bloccato per qualche ora la strada di Granero: era accaduto nel luglio 2017 e nel marzo di quest’anno. Uno dei problemi sempre sottolineati dai migranti era il mancato versamento del pocket-money, la diaria prevista dalla legge con la quale i ragazzi possono acquistare prodotti per l’igiene, biglietti del bus, ricariche o altro per piccole necessità. E proprio sul fronte del pocket-money adesso si rischia la beffa: appare impensabile che “Nuvola” paghi gli arretrati proprio adesso che di fatto è stata tagliata fuori, e nemmeno si può pretendere che l’organizzazione che riceve i ragazzi si faccia carico dei soldi non versati. Per cui i ragazzi rischiano di perdere anche 500 euro a testa. Per evitare questo, alcune associazioni si sono già mosse.

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