Notizia Oggi Borgosesia > Attualità > Coggiola arrivata prima famiglia nigeriana
Attualità Sessera, Trivero, Mosso -

Coggiola arrivata prima famiglia nigeriana

Intanto si registra un botta e risposta fra Fratelli d'Italia e il sindaco

Coggiola arrivata prima famiglia nigeriana nell’ambito del progetto di accoglienza Sprar. Si tratta di una coppia sui trent’anni con un bambino di due

Coggiola arrivata prima famiglia nigeriana

Una famiglia nigeriana è arrivata a Coggiola nell’ambito del progetto di accoglienza Sprar. Si tratta di una coppia sui trent’anni con un bambino di due. Sono stati accolti nell’alloggio del palazzo comunale e qui rimarranno per circa sei mesi, come prevede il progetto Sprar. «In questi giorni è arrivata la prima famiglia – conferma il sindaco Gianluca Foglia Barbisin -. Si tratta di persone che hanno avuto il riconoscimento di rifugiati». E aggiunge: «Inizieranno il proprio percorso di integrazione, si sono detti disponibili anche a curare il parco comunale, proprio in segno di gratitudine per l’integrazione».

L’affondo di Fratelli d’Italia

Proprio nei giorni scorsi ha aperto anche la sede di Fratelli d’Italia a Coggiola e non è passato inosservato un intervento dell’onorevole Andrea Delmastro: «Alcuni sindaci del Biellese hanno lanciato un piano di accoglienza che prevede di alloggiare i migranti presso i palazzi comunali, che dovrebbero invece essere la casa di tutti i cittadini: e ora di dire basta, i cittadini riconquistino i municipi».

La risposta del sindaco

E non si è fatta attendere la risposta del primo cittadino. «Sono persone che hanno un regolare permesso di soggiorno per stare in Italia – spiega Foglia Barbisin -. Le finalità sono oltre che aiutare queste persone anche non avere un centro di accoglienza straordinario in paese, abbiamo già spiegato ampiamente la nostra scelta di aderire allo Sprar». E Foglia Barbisin aggiunge: «Tra l’altro anche il vicino Cas ha avuto un ridimensionamento di ospiti. Ci tengo comunque a precisare che chi fa parte dello Sprar sono persone accolte in Italia come rifugiati. Sono sotto la nostra responsabilità e li coinvolgeremo anche per piccoli lavori».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente
Articolo precedente