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Collegiata Varallo: al restauro la cappella dell’Angelo custode

Il restauro è stato reso possibile dalla generosità dell’avvocato penalista Marco De Luca e del manager Dante Razzano.

Collegiata Varallo al restauro: a breve inizieranno i lavori che interesseranno la cappella dell’Angelo Custode, la prima che si trova a destra dell’ingresso dell’edificio religioso.

Collegiata Varallo: al restauro la cappella dell’Angelo custode

Si tratta di un intervento conservativo-restituivo che permetterà di poter nuovamente ammirare gli affreschi dopo le operazioni di pulitura dallo sporco depositatosi nei secoli e dai segni lasciati dall’umidità. Il restauro è stato reso possibile dalla generosità dell’avvocato penalista Marco De Luca e del manager Dante Razzano, che finanziano l’intervento di restauro assegnato alla ditta “De Dominici Restauri”. Quest’ultimo intervento va a unirsi a numerosi altri realizzati in questa chiesa, quali il restauro di una grande tela e della cappella di Sant’Orso e a Palazzo dei Musei, sempre possibili grazie alla generosità dei due mecenati Dante Razzano e Marco De Luca.

La storia della Cappella

In questa cappella, nel Settecento, ebbe inizio la ricostruzione dell’edificio originario della chiesa di San Gaudenzio voluta dal prevosto Benedetto Ludovico Giacobini, le cui spoglie vennero qui conservate fino agli anni 30 del Novecento, che volle intitolarla all’Angelo Custode al quale era particolarmente devoto. In precedenza questo spazio ospitava la cappella di Sant’Eligio ed era la sede della corporazione dei fabbri ferrai. Al suo interno spicca un altare in marmo nero con intarsi policromi all’interno del quale sono conservate le reliquie di San Vincenzo. La struttura è sovrastata da una pala d’altare realizzata dal pittore lombardo Cristoforo Giussani nel 1715 e raffigurante “L’angelo custode con il padre eterno e santa Teresa D’Avila” mentre sulla parete sinistra campeggia l’immagine di “Santa Maria Goretti” affrescata nel 1951 dal pittore locale Eugenio Rappa. Gli affreschi che fanno da sfondo al lato destro sono invece attribuiti all’artista valsesiano Antonio Orgiazzi.

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