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Da Cellio a Camerino per aiutare i terremotati

Bruna Demedici vive a Cellio ed è volontaria per la Croce rossa di Borgosesia

 E’ rientrata domenica da Camerino, nelle Marche, dopo aver dedicato intere giornate alle popolazioni colpite del terremoto. Bruna Demedici, residente a Cellio e volontaria per la Croce rossa di Borgosesia, è già stata due volte nei centri colpiti dal sisma. «Sono partita preparata, perchè in televisione avevo visto più volte le immagini della devastazione – racconta Demedici -, ma non è stato sufficiente. La realtà è ancora più dura di quanto possa apparire in tv. Quello che ho trovato quando sono arrivata al campo della Cri per la prima volta era una paese sotto le macerie».

La seconda volta alle macerie si è aggiunta anche la neve: «Ho visto case rimaste in piedi dopo il terremoto, ma crollate sotto il peso della neve – continua la donna -. Una volta lì mi sono resa conto che era un disastro: c’era bisogno veramente di tutto. Molti degli abitanti di Camerino hanno scelto di andare altrove, in alcuni casi ospiti dei parenti, qualcuno è rimasto e dorme in camper; però c’è anche chi, e sono soprattutto gli anziani, non ha voluto allontanarsi dalla propria abitazione. Per loro sono state messe a disposizione delle brandine nelle palestre, cercando di offrire la massima tranquillità possibile». 

Nel campo allestito dalla Croce rossa ciascuno dei volontari ha un preciso incarico: «Io mi sono occupata della cucina – spiega la celliese -: ogni giorno abbiamo preparato colazione, pranzo e cena per le centinaia di persone che sono rimaste a Camerino. Ed è stato tutt’altro che un peso. Trascorrendo lì intere giornate si sono creati rapporti molto stretti soprattutto con gli anziani, che nonostante avessero perso tutto avevano sempre un sorriso. Da loro ho imparato cos’è la dignità: non ho mai visto nessuno piangere o disperarsi, e dire che di motivi ne avrebbero avuti molti».

A Camerino la volontaria celliese ha incontrato anche molte persone pronte a rimettersi in piedi il più in fretta possibile: «Stanno cercando di ripartire – conclude Demedici – e per raccogliere i soldi necessari alla ricostruzione organizzano mercatini, distribuiscono prodotti locali e altro ancora. Mi sarebbe piaciuto restare ancora, ma ammetto che avevo bisogno di riposo fisico e mentale».

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