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Diga Valsessera: ambientalisti contro la Lega che vuole trattare

Il Carroccio aveva proposto di riaprire le trattative con il Consorzio Baraggia

diga valsessera

Diga Valsessera “Custodiamo la Valsessera” attacca la Lega Nord.

Diga Valsessera il caso

Dalla sezione di Trivero della Lega Nord, era stato proposto ai sindaci di riaprire le trattative con il Consorzio Baraggia sulla diga. Questo tenuto conto del ricorso contro il progetto bocciato dal Tribunale superiore delle acque. Ma l’associazione “Custodiamo la Valsessera” replica e in una nota punta il dito proprio contro i leghisti. «“Padroni a casa propria”. Era uno degli slogan più ripetuti in casa Lega Nord. E’ stato sufficiente andare al governo della Provincia di Biella per fare la prima piroetta, con Roberto Simonetti (poi senatore) prontamente disponibile alle esigenze del Baraggia nonostante le posizioni prima di allora fossero di netta contrarietà all’invaso. Ora è il turno di Fulvio Chilò, che avanza la proposta di mediare sostenendo che i giochi sono ormai fatti, anche se in realtà il Baraggia non ha ancora i soldi per andare avanti».

Gli esiti del tribunale

E i “custodi” aggiungono: «Peccato non avere mai visto questo consigliere comunale documentarsi e partecipare alle nostre serate valutando nel concreto le ragioni che questa associazione porta avanti. Gli esiti del ricorso presentato al Tribunale superiore delle acque ci sono stati avversi ma, in questo assurdo Paese, non è detto che le verità giudiziarie siano anche verità storiche e politiche. E se il Governo non riterrà l’opera degna di finanziamento, non si farà».

La replica del consigliere

Ma Fulvio Chilò non incassa le accuse: «Nessuno dice di essere a favore o contro l’opera, bisognerebbe leggere le interviste. In questo discorso la politica non c’entra nulla. Semplicemente non si può far finta che le cose non vadano avanti: il Ministero ha dato il via libera, il ricorso dei “custodi” è stato rigettato, nessuno ha presentato appello, il Consorzio è uscito allo scoperto. E’ un invito ai sindaci di prendere coscienza di quanto sta avvenendo».

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