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Dimesso cinque volte a Borgo: non si accorgono dell’infezione

La disavventura di un 89enne all’ospedale di Borgosesia

Dimesso cinque volte a Borgo: non si accorgono dell’infezione. La disavventura di un 89enne all’ospedale di Borgosesia.

Dimesso cinque volte: il racconto della figlia

A raccontare la vicenda è Pamela Rossi di Varallo: «Mio padre ha 89 anni, ma è una persona energica. Quando abbiamo visto che stava male ci siamo preoccupati – racconta la donna -. Era stato ricoverato per una coleciste a Borgosesia e poi dimesso normalmente. Ma dopo qualche giorno erano iniziati i problemi». Un giorno a inizio marzo si era alzato con la febbre a 40 e continuava a sentirsi mancare. Così è stato portato in ospedale. «Abbiamo praticamente passato tutta la giornata al triage – racconta la figlia -. Gli avevano fatto un esame del sangue e dato gli antibiotici, poi dopo dieci ore era stato dimesso».  La situazione sembrava essere tornata alla normalità. Ma i problemi si sono ripresentati anche nei giorni successivi e ogni volta è stata chiamata l’ambulanza del 118 che ha portato l’anziano a Borgosesia.

Ricovero a Borgomanero

All’ennesima crisi di dolori e febbre, la famiglia dell’89enne ha chiamato l’ambulanza, ma questa volta ha chiesto il ricovero a Borgomanero. «E’ stata la nostra salvezza – racconta -. Abbiamo trovato disponibilità, subito lo hanno messo sotto flebo e hanno capito che aveva una infezione molto estesa. Hanno iniziato a curarlo per questa patologia. L’infezione riguardava l’intestino e le vie urinarie, dovuta forse ancora alla coleciste».

Miglioramenti per l’uomo

Ora le condizioni dell’uomo sono in via di miglioramento. «Da qualche giorno siamo nuovamente a casa – spiega la figlia – e lui ha iniziato a camminare di nuovo, piccoli passi. Ma sta reagendo e questo è positivo. E’ stato curato davvero per l’infezione che aveva e purtroppo a Borgosesia non se ne erano accorti. Con un po’ di attenzione in più potevamo evitarci un mese di inferno e soprattutto vedere mio padre stare continuamente male – conclude -. Ora per fortuna si sta riprendendo. Non voglio accusare nessuno, però abbiamo un ospedale qui in Valsesia e secondo me se si dovrebbe fare di tutto per garantire il servizio migliore possibile».

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