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Doping podista sospesa. Lei si difende: colpa di un brufolo

Federica Poletti del Gs Fulgor di Prato Sesia trovata positiva dopo la Biella-Piedicavallo

Doping podista sospesa, alla fine della Biella-Piedicavallo è stata sottoposta al test, poi la telefonata da Roma e l’inizio dell’incubo

Doping podista sospesa e carriera sportiva finita

Una passione in cui riesce piuttosto bene. Ma ora Federica Poletti, podista tesserata per la Gs Fulgor di Prato Sesia, deve fermarsi a causa di una sostanza dopante. E’ stata infatti sospesa in via cautelare dopo che nel suo corpo si è riscontrata presenza di Clostebol. Il test era avvenuto un paio di settimane fa alla Biella-Piedicavallo dove l’atleta era salita sul podio. Una doccia gelata per la borgomanerese, che però nell’ultimo periodo si è messa in mostra soprattutto nelle corse tra Valsesia e Valsessera. Tutta colpa di una pomata per curare un brufolo.

Il suo racconto

«Il 25 marzo 2018 partecipai alla Biella-Piedicavallo classificandomi terza donna – racconta Poletti sfogandosi in Facebook-. A fine gara ci chiamarono per il controllo antidoping, mi sottoposi senza problemi e con coscienza pulita. Al termine tornai a casa tranquilla anche perché non assumevo altro che pillola e ferro. Passano i giorni, sin quando mi chiamano dalla procura antidoping di Roma dicendomi di essere risultata positiva al test antidoping per il Clostebol». E la sorpresa è stata grande: «Una doccia fredda, non riuscivo a capire il motivo, cosa avessi potuto usare, non mi veniva in mente niente, fino a quando dopo un sacco di ricerche notai che questa sostanza era contenuta in una pomata chiamata Trofodermin che usavo per la cura di un brufolo infiammato».

«La legge è uguale per tutti»

Federica Poletti accetta il verdetto, non si nasconde. Purtroppo un errore le è costato caro: «La legge è uguale per tutti e non ammette ignoranza, non si scappa: sospensione da ogni attività sportiva agonistica, carriera finita, la mia vita cambia da un giorno all’altro, tutto per una pomata per curare un brufolo infiammato, tutti gli sforzi, i sacrifici, i sogni, sono andati in fumo in solo un istante».

Un momento difficile da affrontare

«Per me è un momento difficile da superare, chi mi conosce sa che la forza la grinta e il sorriso non mi manca sia nelle vittorie che nelle sconfitte, cercherò di andare avanti a testa alta perché la coscienza ce l’ho pulita, ma fidatevi che non è facile. Le persone a me vicine sono sicura che potranno capire e ringrazio chi mi sostiene in questo momento, le persone vere alla fine si vedono nei momenti più difficili». Ma Poletti si augura una cosa: «Spero almeno che questa mia storia possa servire ad altri atleti per non essere disattenti come me perché poi le conseguenze fanno un male incredibile».

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