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GALLERY: dialetto a scuola a Gattinara, c’è anche il Tg3

L’iniziativa è stata organizzata dall’assessore Elisa Roggia insieme al produttore Luca Caligaris e alla moglie Manuela Bertolino

Lezione di dialetto per gli studenti delle classi terze, quarte e quinte elementari di Gattinara. E per l’occasione si è mossa anche una troupe di Rai Tre, che, con la giornalista Chiara Pottini, ha curato le riprese; il servizio è andato in onda qualche giorno fa nel corso del telegiornale regionale delle 19,30. L’iniziativa, un corso di dialetto e tradizioni gattinaresi, è stata organizzata dall’assessore Elisa Roggia, insegnante, insieme al produttore Luca Caligaris e alla moglie Manuela Bertolino. Alla prima lezione era presente anche Lalli Gibellino, nipote di Arturo, pittore e memoria storica di Gattinara. La donna ha regalato a tutte le classi partecipanti il dizionario italiano-gattinarese realizzato da Arturo Gibellino. «Perchè l’iniziativa non si concluderà con questo corso», precisa il sindaco Daniele Baglione, «alla prima lezione ne seguiranno altre, fino agli inizi di febbraio».

L’iniziativa prende spunto dal libro “Dialet e kustumm ad Gatinera”, di Gibellino. «Abbiamo iniziato la prima lezione – racconta Roggia – chiedendo ai bambini di riportare qualche parola in dialetto. In genere ricordavano qualche termine sentito dai nonni, per la maggior parte comandi come “stai fermo”, “attento”. Poi abbiamo raccontato del tampaston dal scinc, la grande tempesta dell’11 agosto 1905 che distrusse tutte le coltivazioni e costrinse molti gattinaresi, rimasti senza fonti di sostentamento, a emigrare in America. Abbiamo raccontato questo fatto storico in italiano, infilando nel discorso qualche frase in dialetto e chiedendone il significato. Abbiamo proseguito poi con le tradizioni della vigna e della vendemmia, mostrando ai ragazzi vecchi attrezzi agricoli con il relativo nome. Poi abbiamo parlato della fiera di San Martino, momento di scambio dei prodotti agricoli. Raccontando del carnevale e delle tabine abbiamo intonato con i bambini le canzoni tradizionali».

Dopo le tabine è stata la volta del lavatoio come punto di incontro, dove venivano raccontati i fatti del paese e dove le notizie, passando di bocca in bocca senza filtri, spesso si gonfiavano. «Alla fine abbiamo imparato a salutarci». Va da sè che gli studenti, gattinaresi e non, si sono divertiti tantissimo. «Nella prima classe c’era un bimbo la cui famiglia ha origini marocchine bravissimo: pronunciava frasi in dialetto meglio dei ragazzi italiani». Il tema del prossimo incontro saranno le filastrocche.

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