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Gattinara serve un’autoscala per raddrizzare la croce

E’ però uno soluzione difficile. Il “piano B” consiste nell’allestimento di un ponteggio su tutto il campanile.

Gattinara serve un’autoscala per raddrizzare la croce che il forte vento dei giorni scorsi ha incrinato.

Gattinara serve un’autoscala per raddrizzare la croce

Lunedì 1 aprile si è svolto un nuovo sopralluogo sul campanile della chiesa parrocchiale di San Pietro. Dopo il primo esame tecnico dei vigili del fuoco, che non hanno mezzi in grado di raggiungere la vetta dei circa 50 metri della torre campanaria, la parola è passata a un’azienda privata. Sono due le ipotesi percorribili. La migliore è che si riesca a trovare lo spazio per fare in modo che un’autoscala arrivi alla sommità del campanile. La base della torre si trova dietro l’auditorium Lux. Il mezzo pesante, quindi, dovrebbe accedere da via Lanino ed entrare nel campo dell’oratorio, ma la strettoia tra i due edifici impedisce il passaggio di un automezzo di grandi dimensioni. Un altro punto da cui raggiungere la sommità del campanile potrebbe essere lo scivolo per disabili di corso Valsesia. Anche in questo caso, però, gli spazi non son congeniali alle manovre di un grosso automezzo.

Il peso è importante

Grandezza a parte, il problema maggiore è il peso. Occorre considerare, infatti, che sotto la pavimentazione dello scivolo disabili si trova la cisterna del gasolio dell’impianto di riscaldamento della chiesa. Si tratta quindi di una pavimentazione delicata e che potrebbe sfondarsi sotto il peso di un mezzo pesante. Nei prossimi giorni, comunque, i tecnici torneranno a Gattinara con nuovi calcoli per verificare se esista una strada percorribile per l’arrivo dell’autogru.

Il piano B

Se l’ipotesi dell’autogru dovesse sfumare, il “piano B” consisterebbe nell’allestire un ponteggio che avvolgerà tutto il campanile. Al momento è escluso il taglio alla base del grande crocifisso in metallo per rimuoverlo dalla sua posizione. Nonostante sia stato piegato dal vento di 90 gradi, si vuole raddrizzarlo, metterlo in sicurezza e, soprattutto, prendere degli accorgimenti per evitare che le intemperie possano danneggiarlo ulteriormente. Anche il coinvolgimento di arrampicatori professionisti non risolverebbe la questione perché, anche dopo aver raggiunto la croce in metallo, si ritroverebbero impossibilitati a realizzare qualsiasi tipo di manovra.

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