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Gestori bloccati al rifugio Monte Barone: parlano Paolo e Mara

"Troppo facile sparare sentenze sui social: siamo rimasti lassù in accordo con i soccorritori per evitare rischi inutili a noi e agli operatori stessi".

rifugio ponasca

Gestori bloccati al rifugio Monte Barone da sabato a lunedì. Dopo alcuni commenti non proprio “carini” apparsi sui social, Paolo Montini e Mara Viganò spiegano cos’è accaduto veramente.

Gestori bloccati al rifugio Monte Barone da sabato a lunedì

Ieri, quando la notizia ha cominciato a circolare sui social, non sono mancati gli sfottò. Ma come: gestori di rifugio che commettono queste imprudenze? E che poi sono costretti a scendere con l’elicottero? Questo il tenore di parecchi commenti apparsi sul web. Ma invece non è stata né imprudenza, e nemmeno è partita da loro la richiesta dell’elicottero. Sono gli stessi nuovi gestori Paolo Montini e Mara Viganò a spiegare cosa è ccaduto e perché erano lì.

Bisogna preparare la stagione

«Il rifugio richiede interventi di pulizia e riordino legati a cambio di gestione – spiegano i gestori su Facebook -. Proprio per queste ragioni sabato 6 aprile ci siamo recati nella struttura per iniziare finalmente i lavori, consapevoli che le condizioni meteo non fossero delle migliori… Cena frugale con l’intenzione di alzarci presto e far rendere la giornata. Alle 6 (di domenica, ndr) uno sguardo fuori: ha nevicato incessantemente tutta la notte e la precipitazione è ancora copiosa. Si prende atto della situazione… Continuiamo con i nostri lavori, mentre manteniamo i contatti con amici e familiari che sanno dove ci troviamo. L’impianto fotovoltaico consente di ricaricare i telefoni, ci scaldiamo con la stufa a legna. Finalmente una tregua permette di prendere visione delle condizioni: pendii carichi a monte dei canali che devono essere necessariamente attraversati sulla via del ritorno, manto nevoso copioso e pesante su terreno caldo, scarsa visibilità… siamo propensi a non muoverci».

Il Soccorso: restate lì

A quel punto, contattato il Soccorso alpino di Coggiola, viene loro consigliato di rimanere nel rifugio e attendere l’evolversi della situazione. In serata, sempre in accordo col Soccorso, vine deciso di non scendere anche per non mobilitare squadre per l’oggettivo rischio di slavine, nè voli di elicottero per scarsa visibilità. Ieri mattina, lunedì 8 aprile, «il Soccorso ha consigliato l’utilizzo dell’elicottero per l’evacuazione. Non abbiamo richiesto ovviamente emergenza sanitaria, pertanto siamo entrati in contatto con i vigili del fuoco, concordando il recupero con puntuale coordinamento e grande professionalità degli operatori che ringraziamo calorosamente. Con l’intento di aver riportato fedelmente la vicenda e aver agito nel rispetto dell’incolumità di tutti, confermiamo la volontà e l’impegno di gestire il rifugio al meglio delle nostre possibilità».

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