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Gianluca Camaschella, il commosso ricordo del Grim Varallo

Durante il funerale la responsabile del gruppo ha salutato quel ragazzo "dagli occhi luminosi che trasmettevano serenità".

Gianluca Camaschella, il ricordo letto in chiesa durante il funerale dalla respondabile del Grim Varallo

Gianluca Camaschella, il ricordo del Grim

Domenca pomeriggio la responsabile del Grim di Varallo ha letto un ricordo di Gianluca Camaschella, il 17enne morto tragicamente la sera del giorno di Pasqua. Stefania Marchini ha voluto raccontare, a nome di tutto il gruppo, le emozioni e i ricordi che resteranno per sempre legati a Gianluca. Ecco il testo letto in chiesa.

«Ciao Gianluca, mai avrei pensato di dover, un giorno, esser qui a salutarti, soprattutto così improvvisamente e troppo presto. Ma a dire la verità, questo non è un dovere; ora si trasforma in un “volere” e cioè volerti dire quanto rappresenti per tutti noi, che ti abbiamo seguito nei tuoi passi sui nostri monti. Sei arrivato tra noi al Grim quasi in punta di piedi, perché sei sempre stato, bambino prima e ragazzo poi, sempre molto gentile, riservato, mai chiassoso o troppo esuberante. Se penso a te, l’immagine che ho davanti agli occhi è quella di un ragazzo sempre sorridente, con gli occhi luminosi e che trasmettono serenità, sempre pronto ad accettare e fare propri i consigli degli accompagnatori e a recepire lo spirito giusto di chi va in montagna.

Infatti ben presto tutti abbiamo notato che il tuo camminare non era solo fine a te stesso, ma, nel possibile della tua giovane età, hai dimostrato spirito di collaborazione sia verso i tuoi giovani compagni di escursione, che verso gli accompagnatori, tanto che a volte dovevamo addirittura insistere affinché tu andassi a giocare e divertirti con gli altri, come richiedeva la tua fanciullezza, ma tu ti sei sempre dimostrato molto maturo e coscienzioso.

E questo tuo senso di responsabilità raddoppiava quando, alla gita, partecipava anche tuo fratello Matteo, più piccolo e del quale ti prendevi cura. Infatti mi è facile ricordare la ciaspolata al Devero, quando andavi avanti un pochino, poi ti fermavi per essere certo che lui procedesse bene e lo incitavi e lo sostenevi nei punti più ripidi, incurante dei miei solleciti ad andare avanti con gli altri. Oppure è ancora nitido il ricordo della gita a Como insieme ad Anna, con la Joelette; quando hai tanto insistito per poter aiutare anche tu nel sostenere la portantina e nel tuo sguardo si leggeva tutta la tua sentita partecipazione, orgoglioso di fare una cosa bella e giusta.

Significativo di quanto ti sentivi partecipe, era anche il tuo proporti nello scrivere la consueta relazione delle gite effettuate, tanto che ti avevamo nominato “lo scrivano grimmino ufficiale” e grande è il rammarico che mi rimane nel non essere riuscita a consegnarti l’attestato, che voleva dimostrarti quanto noi abbiamo apprezzato questo tuo modo di essere e di proporti agli altri. Forse neanche ti sei reso conto di quanto tu sia “grande”, malgrado la tua giovane età e allora voglio dirtelo io a nome di tutti gli accompagnatori e soprattutto desideriamo che la tua mamma, il tuo papà, Matteo, tutti i tuoi familiari, Marco, sappiano quanto sei apprezzato, quanto questo tuo modo di essere ci ha riempito i cuori e ci ha insegnato molto e forse anche noi, fino ad oggi, non ci siamo resi conto dell’esempio che avevamo davanti agli occhi, di come, guardando te, potevamo, noi “grandi”, imparare a fare nostra la tua serenità nell’affrontare la salita insieme ai compagni e per questo vogliamo ringraziarti, perché è esemplare quando un giovane ragazzo riesce ad insegnare con la propria semplicità, il vero senso della vita ad un adulto.

Qualche tempo fa ci siamo trovati a Varallo e con la tua solita responsabilità, mi hai detto di essere molto impegnato e di non riuscire più a venire alle gite per il momento, ma io fra quelle parole ho voluto leggere la speranza di poter essere ancora uno dei nostri e per questo ti aspettavamo. Ora non è più discutibile, tu ora sarai sempre uno di noi, ora ci sarai sempre nelle nostre gite; perché nel momento stesso in cui ci fermeremo a riposare, a riflettere, a ricordare, subito vedremo il tuo sguardo luminoso, che ci spronerà a proseguire.

Tu ora stai già camminando tra le vette più alte e noi accompagnatori ci confortiamo, pensando che adesso hai trovato la guida a noi più cara. Ora ti ha preso per mano il nostro amato padre Gallino, che tanto aveva a cuore i ragazzi e quindi ti proteggerà e ti accompagnerà in questi nuovi, eterei e celestiali sentieri. Appena ti sentirai più sicuro in questo tuo cammino, allunga la tua mano verso di noi e aiuta tutti i tuoi cari e anche noi che abbiamo avuto il privilegio di camminare al tuo fianco, anche se per troppo poco tempo, ad affrontare le difficoltà di questa nuova, irta salita in cui potremo vederti solo con gli occhi dell’anima, ma sicuri che anche da lì in alto ci darai nuova forza con la tua innata spontaneità.

Adesso è arrivato il momento di salutarci e di dirti ancora una volta grazie per aver voluto camminare con noi ed averci dato una grande le zione di vita, che sicuramente ci ha arricchito e sapremo portare sempre con noi.Gli accompagnatori Grim ti dicono: ciao piccolo ragazzo dal grande cuore, non ti dimenticheremo mai, col tuo sorriso sarai sempre con noi».

Un Commento

  • Mariateresa ha detto:

    Bellissima testimonianza! Cuori sensibili e animati da nobili sentimenti hanno potuto cogliere questi particolari della vita e del Cuore di Gianluca. La Provvidenza ha reso possibile tutto questo perchè il capolavoro dell Anima di Gianluca non andasse perso e fosse testimonianza per tutti noi. Grazie Gianluca , grazie Grim.

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