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Giudice di pace: 267 vertenze in un anno sono troppo poche | L’opinione

Il sindaco di Quarona Sergio Svizzero risponde al collega di Varallo Eraldo Botta: «Numeri contenuti per poter parlare di un servizio rilevante per i nostri cittadini»

Giudice di pace, il sindaco di Quarona era stato tirato in ballo dal primo cittadino di Varallo, Eraldo Botta

Giudice di pace, interviene Sergio Svizzero

Interviene sulla questione dell’ufficio del giudice di pace il sindaco di Quarona, Sergio Svizzero, dopo essere stato tirato in ballo dal primo cittadino di Varallo, Eraldo Botta. Lamentando la mancata adesione della maggior parte dei comuni valsesiani a contribuire alla copertura dei costi per mantenere aperto l’ufficio, l’amministratore varallese aveva sottolineato il fatto che Quarona, tra i comuni più grandi in zona, avesse deciso di non partecipare alle spese. «La responsabilità della chiusura dell’Ufficio del giudice di pace di Varallo va ascritta esclusivamente al Ministro della giustizia – scrive in una nota Svizzero – che, con provvedimento del settembre 2012 in un’ottica di razionalizzazione e riordino degli uffici giudiziari, ne ha decretato la cessazione, peraltro unitamente ad altri 667 uffici territoriali sparsi in tutt’Italia, e, relativamente alla nostra provincia, agli uffici di Trino e Santhià, che sono stati accorpati all’ufficio di Vercelli».

Svizzero ripercorre quindi le tappe della situazione

«Il Comune di Varallo, in un primo tempo ha deciso autonomamente di richiedere il mantenimento in villa Barbara dell’ufficio giudiziario, impegnandosi a sostenere integralmente le spese di funzionamento e di erogazione del servizio. Solo successivamente (lettere del marzo e novembre 2014) Varallo richiedeva ai comuni del bacino di utenza, essenzialmente comuni della Unione Montana Valsesia più Serravalle, la compartecipazione ai costi, quantificati prima in 143mila euro, poi in 139.500 euro, con possibilità di ulteriore incremento a fronte di eventuali spese di funzionamento sostenute dal comune di Varallo. Nell’aprile scorso la spesa annua per il 2017, vista anche la scarsa adesione degli altri Comuni che non erano stati coinvolti nell’iniziale processo decisionale per poi essere chiamati a sostenerne il costo, veniva rideterminata in circa 95mila euro, di cui 20mila per riscaldamento di villa Barbara e 64mila per il rimborso del costo del personale amministrativo distaccato dal Comune di Varallo. Costo annuo che, per dare un’idea di congruità, è prossima a quanto annualmente l’Unione spende per sostenere l’agricoltura delle nostre montagne, ovvero alla spese per il mantenimento del servizio Flexibus a favore degli abitanti delle valli minori valsesiane».

«Numeri contenuti per poter parlare di un servizio rilevante per i nostri cittadini»

Per il sindaco di Quarona si tratta «di costi fissi, la cui entità potrebbe trovare giustificazione solo a fronte di una presenza più significativa del giudice di pace, prevista infatti, e comunque non garantita, in sole tre presenze mensili, che nel 2017 si sono tradotte in 267 pratiche/vertenze, ovvero in un ampliamento dei servizi giudiziari da svolgere nella sede distaccata. Numeri decisamente contenuti per poter parlare di un servizio rilevante per i nostri cittadini, tenuto altresì presente che per le vertenze civili superiori a 1.100 euro e per quelle di carattere penale il cittadino deve farsi comunque rappresentare da un avvocato, con costi sostanzialmente analoghi sia che l’udienza si tenga a Varallo o a Vercelli». Svizzero aggiunge: «Queste considerazioni altro non sono che una, sia pur rapida, analisi dei costi-benefici del servizio del giudice di pace sul nostro territorio; strumento che, per opportuna conoscenza, ricordo all’amico Botta essere di natura economica e non ragionieristica. Metodologia che non solo la normativa impone anche agli amministratori pubblici di applicare nelle loro scelte di investimento e di spesa. Ma ad imporlo è soprattutto l’attenzione che noi amministratori dobbiamo mantenere nei confronti dei cittadini-contribuenti, visto il permanere delle loro difficoltà economiche. Non possiamo permetterci di sprecare le risorse che ci affidano con le imposte e le tasse».

«Ogni sindaco è a conoscenza della situazione finanziaria del proprio Comune»

L’amministratore quaronese ricorda inoltre che realtà più ampie e finanziariamente rilevanti di quella valsesiana (Borgomanero, Arona, Domodossola ad esempio), «hanno dovuto prendere atto dell’eccessiva onerosità posta a carico degli enti locali per poter mantenere sul loro territorio l’ufficio del giudice di pace e così accettare l’accorpamento dei loro uffici presso la sede del Tribunale». Svizzero conclude sottolineando che non si può certamente decidere quali spese o investimenti debbano essere fatte nel Comune vicino, in quanto «ogni sindaco è a conoscenza della situazione finanziaria del proprio Comune, delle politiche che ha indicato nel programma da realizzare nel corso del proprio mandato». Ma la recente vicenda dell’incorporazione da parte di Varallo di Sabbia, «con conseguente estinzione di quel Comune nonostante la diversa volontà espressa dalla maggioranza dei cittadini sabbiesi – scrive Svizzero -, lascia spazio ad ogni possibile interpretazione».

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