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Gli asini del palio vivono bene: «Siamo stanchi delle polemiche degli pseudo-vegani»

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Dalla fiera del bestiame di Borgosesia al palio di Serravalle ci sono state critiche sull’utilizzo degli animali

«Le polemiche al Palio degli asini di Serravalle? Solo cattiva pubblicità per chi è veramente vegano e non deve sbandierarlo al mondo». Serenella Angioli da anni cura per passione asini e cavalli e un suo esemplare per anni ha corso e vinto il palio di Serravalle. Proprio durante l’ultima edizione una compagine di vegani, così almeno si definivano, ha cercato di lanciare una protesta, la stessa proposta un mese fa in occasione della fiera del bestiame di Doccio. L’accusa? Costringere gli asini a correre, ma gli animalisti erano anche preoccupati per le condizioni in cui sono costretti a vivere questi animali.

Frasi che di certo non hanno fatto piacere a chi cura davvero ogni giorno gli asini e gli animali in generale. «L’asino che ha vinto diverse edizioni del palio di Serravalle – racconta Serenella Angioli – non è diventato tapulone, come qualcuno pensa, ma vive sereno e felice all’aperto».

Petterino ha vinto diversi premi e prossimamente potrebbe anche tornare a correre. La sua proprietaria mostra orgogliosa le foto. «Non è vero che gli asini vengono trattati male – riprende -. La polemica sollevata da un gruppo che si definisce vegani è assurda. Erano presenti anche alla fiera del bestiame di Borgosesia e dicevano che le mucche erano tenute male: io veramente le ho viste grasse e in forma e senza alcun problema di salute».
Serenella Angioli nella sua proprietà accoglie diversi animali tra asini e cavalli, lo fa per passione. «Sia io che mia sorella abbiamo preso cavalli disastrati e li abbiamo tirati fuori rimettendoli in forma – spiega -. Ho iniziato questa passione da quando avevo cinque anni e ora ne ho 35». Qualche allevatore in crisi c’è: «Con i tempi che corrono le spese ci sono e pesano – aggiunge -. Addirittura alcuni animali vengono regalati dalla aziende agricole che non ce la fanno più a mantenerli. Proprio nei prossimi giorni arriverà un cavallo da un allevamento in difficoltà, cercheremo di aiutarlo a stare meglio».

Le tante promesse messe in piedi da coloro che si definiscono vegani però non fanno altro che produrre una cattiva pubblicità agli eventi, ma anche agli allevatori e infine anche verso a chi è vegano davvero. «Ho potuto ascoltare le loro proteste in diverse occasioni – riprende -. Predicano bene e poi vanno in giro con scarpe o indumenti che derivano da animali. E’ un controsenso. Ognuno nella vita può pensarla come vuole, ma arrivare a tirare fuori slogan che accusano di maltrattamenti è troppo. E a rimetterci sono poi anche i veri vegani: ho un’amica che è vegana e fa la sua vita senza dover per forza imporre il proprio pensiero. Basta sapersi comportare».

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