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Grignasco ricorda Apollonia: un anno fa la festa dei 90 anni

L'affettuoso ritratto di un'amica

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Grignasco ricorda Apollonia Occhiogrosso: l’affettuoso ritratto dell’amica Maria Augusta Galletti.

Grignasco ricorda la “sua” Apollonia

L’amica Maria Augusta Galletti ricorda con affetto Apollonia Occhiogrosso, a poche settimane dalla scomparsa. Nata a Miglionico, in provincia di Matera, il 5 marzo del 1927, Apollonia giunse in Valsesia con il marito Emanuele una sessantina di anni fa. Aveva vissuto prima a Valduggia e poi a Borgosesia per poi fare ritorno per qualche anno in Basilicata e infine, una ventina di anni fa, si era stabilita a Grignasco dove è stata sepolta. Nel mese di marzo dell’anno scorso, in occasione del suo 90º compleanno era stata festaggiata dal parco Vinzio da 170 persone tra parenti e amici, riunitisi per l’occasione sotto l’organizzazione del nipote Giulio Brusori.

Un addio inaspettato

«Cara Apollonia, ti sei congedata inaspettatamente da questa vita e dai tuoi familiari in particolare la figlia Maria e il nipote Giulio, coi quali condividevi amore e serenità nella bella residenza a Grignasco. La venerabile età anagrafica (91 anni) era smentita dall’aspetto e da quel piglio vivace carico di tante storie, evidenziato con una commovente e appassionata lettera d’addio dal tuo caro nipote. Il passato riemergeva costantemente nella tua mente, con il periodo della tua prima gioventù a Miglionico, tra case bianche e castelli dove nascesti il 5 marzo del 1927, aprendo una lista di 11 fratelli e sorelle».

I ricordi più cari

«Amavi ricordare: la sorpresa del festeggiamento del tuo 90° compleanno organizzato dai tuoi cari attorniandoti con 170 invitati; il calore della casa nativa, attorno al camino per cuocere ceci, fave, cicorie e la pasta fatta in casa, come il pane; le regole di costume legate alle convenzioni sociali locali che condizionavano la tua vita da ragazza e in seguito quando “facevi zit” col tuo amato Antonio (Matera), che divenne il tuo sposo; il distacco da quel colle per l’insediamento a Valduggia dove vivesti intensamente tra il lavoro alla ambita “Ragno” e quello tra le mura domestiche, dove sovente con tuo marito radunavate parenti, paesani e non, attorno a un tavolo imbandito per rammentare avvenimenti del paese d’origine; i ritorni alla tua Miglionico, dove le tradizioni colorano il viverci… e le veglie estive durante le vacanze, sul ballatoio di casa con le commari a ripetere leggende, miserie, nobiltà e ironie; le feste sacre, annunciate dal campanile col suo concerto delle campane rifuse a Valduggia (nel 1987) e lo strimpellare di un brandello di banda, in un saggio del repertorio che sarebbe risuonato armoniosamente nel giorno successivo prima che gli spari dei fuochi artificiali, verso il castello, avessero colorato il cielo, scendendo sulle brune torri fino a spegnersi giù su quell’antica terra amata. Anche così verrai ricordata».

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