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Guide professioniste dichiarano guerra agli abusivi in Valsesia

L'appello di una rappresentanza di guide durante il consiglio dei sindaci all’Unione montana Valsesia

Edoardo Zanoletti

Guide professioniste contro la pratica abusiva in Valsesia: l’appello dei rappresentanti del settore.

Guide professioniste dicono no agli abusivi

No all’abusivismo nel settore della guida turistica. A lanciare l’appello una rappresentanza di Guide alpine, turistiche e ambientali che è stata ricevuta durante il consiglio dei sindaci all’Unione montana Valsesia. «Il fenomeno dell’abusivismo sulla professione turistica è ormai un malcostume troppo diffuso in zona – spiega Edoardo Zanoletti, presidente di Monterosa Promotion -: tanto in montagna quanto tra i monumenti in città, è facile imbattersi in persone che improvvisano, per i motivi più diversi, l’attività di accompagnamento. Il problema è poi ulteriormente amplificato dalle attività dei volontari che spesso invadono, e non sempre senza saperlo, il campo di azione delle guide professioniste».

Le norme

Tra l’altro, le norme che regolano il settore si sono fatte via via sempre meno tolleranti verso chi sgarra. Il tutto anche per “educare” il cittadino-turista a dare il giusto valore alla professione di guida. E spetta ai Comuni la vigilanza su tutto ciò. «Il messaggio è chiaro – spiegano le guide -: per accompagnare i visitatori, in montagna o in città, è necessario essere in possesso di regolare abilitazione, di patentino e di assicurazione. Tutti gli accompagnatori “improvvisati”, anche se appartenenti a realtà religiose, associazionistiche, culturali o altro, devono essere individuati dagli organi di polizia locale e sanzionati».

La vigilanza

Per questo la rappresentanza dei professionisti ha chiesto ufficialmente ai Comuni maggiore sensibilità nelle azioni di vigilanza sulle persone che accompagnino visitatori (ovviamente in luoghi pubblici, non in siti privati). Mentre le Guide si impegnano a collaborare con le amministrazioni attraverso l’attività di segnalazione scritta di attività o persone non in regola sul territorio: «Abbiamo preso questa decisione – dice sempre Zanoletti – dopo parecchi anni di verifiche e osservazione degli abusi. Era necessario fare così, vista la totale inosservanza dei più nei confronti della legge».

La risposta dei sindaci

I sindaci si sono dimostrati favorevoli ad accogliere la richiesta dei professionisti, riconoscendo come sia necessario tutelare i lavoratori regolari e favorire il loro investimento nel settore turistico. Sindaci e guide si detti quindi d’accordo nel collaborare a questa operazione contro l’abusivismo. «L’esercizio abusivo delle professioni turistiche – conclude Zanoletti -, oltre che costituire un potenziale pericolo per la sicurezza dei visitatori, rappresenta un vero e proprio danno all’immagine del territorio e all’economia di settore».

A Varallo, il Sacro Monte dispone di un ufficio dedicato alle guide turistiche.

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