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Habilita Casa di Cura I Cedri e la chirurgia protesica in campo ortopedico

A parlarcene è il Dr. Sinicato

Il passaggio della Casa di Cura “I Cedri” di Fara Novarese (No) dalla precedente proprietà ad Habilita, avvenuto a fine 2016, ha comportato diversi cambiamenti nell’organizzazione della struttura sanitaria piemontese. Tra gli elementi che balzano agli occhi, c’è il progressivo incremento dell’attività di chirurgia protesica in campo ortopedico. In particolare parliamo di interventi di protesi all’anca e al ginocchio e alla spalla. Abbiamo incontrato il Dr. Carlo Maria Sinicato, responsabile del Raggruppamento delle 4 unità funzionali della struttura. «La nuova proprietà – spiega il Dr. Sinicato – ha aggiunto al già valido personale presente a “I Cedri” prima dell’arrivo di Habilita, nuovi professionisti affermati nel campo della chirurgia ortopedica che hanno ulteriormente innalzato il livello qualitativo degli interventi, incrementando anche il numero delle operazioni. I dati numerici sono eloquenti: nel 2016 sono stati effettuati presso I Cedri 161 interventi di chirurgia ortopedica, nel 2018 abbiamo toccato quota 682. L’incremento si è registrato su più fronti: sono aumentati sia i pazienti dell’Asl di Novara, che quelli delle altre Asl piemontesi; ma soprattutto sono aumentati i pazienti provenienti da fuori regione, passando da circa una trentina nel 2016 ai quasi 400 del 2018. Questo vuol dire che la struttura si sta facendo conoscere i maniera positiva anche al di là dei confini locali. Ma ciò che mi preme sottolineare non è soltanto il dato numerico. Vorrei sottolineare che questi incrementi si sono registrati grazie all’alta qualità del servizio che viene proposto in questa struttura».

Tutto questo come si spiega? «Direi che ci sono diversi aspetti – prosegue il Dr. Sinicato – che concorrono al raggiungimento di un risultato così importante. Per prima cosa la lungimiranza della dirigenza che ha colto le potenzialità di questo centro e ha lavorato duramente e intelligentemente per il suo potenziamento. Poi sottolineerei il fatto che i pazienti che hanno toccato con mano la qualità del servizio proposto non sono stati delusi, ma hanno addirittura innescato un passaparola che ha portato ad un ulteriore crescita. Un altro aspetto che ritengo importante per la crescita de “I Cedri” è la sua localizzazione geografica. Una struttura con questa specializzazione in questa zona del territorio evidentemente mancava». Ci sono altri aspetti che hanno contribuito a questa crescita? «Direi che in generale tutto il sistema ha retto molto bene a questo cambiamento e si è riorganizzato velocemente per sostenere al meglio l’incremento di attività in ambito chirurgico ortopedico. Tutto il personale della struttura era già abituato ad un alto livello qualitativo delle prestazioni, ma con numeri differenti. Ora lo standard qualitativo è rimasto elevato ma, come vi ho dimostrato in precedenza, i numeri sono cresciuti esponenzialmente. Direi che va dato merito a tutti di aver lavorato nella giusta direzione. Questo è un aspetto fondamentale: tutto deve essere sincronizzato e sviluppato coerentemente con l’attività che viene svolta. Il paziente deve essere seguito costantemente fin dalla visita ambulatoriale, al pre-ricovero fino alla parte operatoria e di degenza. Tutto è studiato e organizzato per garantire al paziente la miglior cura possibile». Quali sono i prossimi obiettivi che la Casa di Cura I Cedri vuole raggiungere? «Noi vogliamo crescere ancora – conclude il Dr. Sinicato –. Certi aspetti poi si affineranno ulteriormente con l’evoluzione e con l’analisi del percorso compiuto finora. Stiamo lavorando per sistemare i dettagli. È giusto comunque non fermarsi e continuare a migliorare ulteriormente la qualità dei nostri servizi. Intanto possiamo dire che si è creato un centro di alta qualità in campo ortopedico nel giro di pochi anni e questo ci rende molto orgogliosi. Possiamo dire che quella de I Cedri, fino adesso, è una scommessa vinta».

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