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Il Mercatone Uno torna a chiudere i battenti

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Dopo le aperture delle festivitià nessuna buona notizia

Il negozio romagnanese di Mercatone Uno è tornato ad abbassare le serrande. L’apertura di dicembre era stata decisa per motivi commerciali, ed era destinata a concludersi dopo le festività. L’operazione riguardava in tutto 18 punti vendita ed ha impiegato alcuni dei lavoratori in cassa integrazione. A Romagnano fino a tre anni fa, prima del fallimento, lavoravano circa 30 persone. Per salvare la storica azienda, che impiega qualcosa come 3000 dipendenti, il governo ne aveva affidato la gestione a tre commissari straordinari, Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari. I commissari avevano individuato la possibilità di mettere in vendita il colosso dei mobili. Però il primo bando era andato deserto. Ora Mercatone Uno, fondata dal patron Romano Cenni e dal suo socio storico Luigi Valentini, spera di ripartire con un nuovo bando.

I commissari stanno redigendo un bando più flessibile, ritoccando al ribasso il prezzo di vendita della società. Il primo bando aveva fissato il prezzo di acquisto a 240 milioni di euro. Troppo alto, nonostante l’immensa rete vendita del gruppo di Imola e gli asset immobiliari. Ora l’ipotesi è che il prezzo oscilli attorno ai 200 milioni di euro, ma si fa sempre più strada lo “spezzatino”. Perché il bando di gara sarà costruito in modo da mettere sul mercato anche soltanto alcune parte della società in modo da non costringere eventuali acquirenti a sobbarcarsi un’operazione troppo complessa. Verranno perciò prese in considerazione anche offerte di acquisto per i soli negozi già operativi, per un gruppo che ha 78 punti vendita.

 

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