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Lanciatori arance di Gattinara al carnevale di Ivrea

Sono Massimo Biasini ed Ernesto Ranalli

Lanciatori arance di Gattinara al carnevale di Ivrea. Hanno partecipato alla famosa battaglia

Lanciatori arance di Gattinara al carnevale di Ivrea. Sono Massimo Biasini ed Ernesto Ranalli

La città di Gattinara “presta” due lanciatori al carnevale di Ivrea. Anche due gattinaresi quest’anno infatti hanno partecipato alla famosa battaglia delle arance. Sono due colonne portanti del carnevale cittadino che, non avendo potuto disputare quest’anno la battaglia dell’acqua e delle arance nella loro città, hanno deciso di provare lo stesso l’ebbrezza di lanciare le arance a Ivrea. Massimo Biasini, ex Babacciu di Gattinara, ed Ernesto Ranalli, si sono iscritti alla battaglia delle arance del carnevale di Ivrea e hanno partecipato lanciando da terra le arance contro i carri che sfilano nelle piazze in cui si svolge la manifestazione, il cui significato è il popolo (i lanciatori a terra) che si ribellano contro il regnante, rappresentato dai carri trainati da cavalli che sfilano lungo le piazze.

La battaglia di Gattinara è più adrenalinica

«La nostra battaglia è molto più violenta e adrenalinica (a fare la differenza sono i potenti getti d’acqua e il fatto che gli scontri avvengono tra carri e non tra persone a piedi e carretti, ndr), mentre quella di Ivrea è più carnevalesca. Anche lì – racconta Biasini – rischi di farti male, perché non hai protezioni, però è vissuta più come una ribellione del popolo unito contro il regnante della città di Ivrea». La battaglia si svolge in cinque piazze e coinvolge complessivamente 10mila persone che, dalle 14 alle 17,30, sostano in piazza, dove per tutto il pomeriggio i carretti entrano ed escono, innescando gli scontri. Ognuno è libero di stare lì o uscire, fare alcune battaglie o riposarsi. Le munizioni si possono ritirare lungo i lati della piazza, dove sono depositati bancali di arance.

«Ma anche Ivrea è un bell’ambiente»

«Ovviamente preferisco la nostra battaglia – dice Biasini – che è molto più sentita, anche perché è il mio carnevale. Ma anche Ivrea è un bell’ambiente. Anche se ci sono tante persone, sono tutti amici. Abbiamo dovuto prendere una divisa per partecipare, a priori della contrada di cui appartenevi, facevi parte del carnevale di Ivrea e c’è stata una bella accoglienza dalla gente del posto, che ti fermava per scambiare qualche parola sul carnevale. Lì ci tengono parecchio».

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