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Le visioni di Fatima 100 anni dopo: se ne è parlato a Prato Sesia

Tanta gente alla conferenza di don Ennio Innocenti organizzata dalle parrocchie

Dalla direttrice della biblioteca di Varallo riceviamo e pubblichiamo il resoconto di una serata che si è tenuta a Prato Sesia, dedicata ai 100 anni dalle apparizioni di Fatima.  

«Venerdì scorso al centro Carlo Polo di Prato Sesia, l’Unità pastorale missionaria Romagnano, Grignasco, Prato Sesia, Cavallirio e Ara ha organizzato un incontro pubblico curato da don Ennio Innocenti, studioso e scrittore, dedicato a: “100 anni di storia alla luce di Fatima profezia per la pace”. L’ampio salone era gremito di parrocchiani delle parrocchie guidate da Don Enrico Marcioni, Don Fulvio Trombetta, Don Gianni Remogna, il coadiutore Don Antonio e Don Mario Vanini, e di persone interessate a conoscere in modo più approfondito quella “strabiliante visione”.

«Don Ennio Innocenti, sacerdote romano, autore di una settantina di pubblicazioni di carattere filosofico e religioso, per ventisette anni protagonista della rubrica radiofonica: “Ascolta, si fa sera”, collaboratore di padre Virginio Rotondi, tra i fondatori del movimento di spiritualità “Oasi”, del quale fu assistente spirituale per diverso tempo, era già stato più volte ospite a Prato e aveva commentato l’Apocalisse e il Cantico dei Cantici.

«L’apparizione di Fatima è di estrema attualità poiché il Papa nel suo viaggio in Portogallo, in occasione del centenario dell’apparizione della Madonna, ha santificato i due pastorelli beatificati da Wojtyla nel 2000, mentre per Suor Lucia, morta nel 2010, è in corso la beatificazione.

«Don Ennio, che sa conquistare l’attenzione del pubblico coinvolgendolo nelle vicende narrate, dopo un’attenta sintesi dell’evoluzione della devozione mariana – dalla vittoria di Lepanto del 1571 che portò all’istituzione della Festa del Rosario e all’attribuzione alla Vergine del titolo di Auxilio cristianorum, all’apparizione della Madonna a una suora in Francia, che chiese che il re di Francia consacrasse il paese al cuore del Redentore, alla liberazione di Vienna dall’assedio dei turchi avvenuto il 12 settembre 1683, data che il Papa dedicò al nome di Maria, all’apparizione mariana di La Salette, in cui la Madonna si rivelò a bambini montanari, preannunciando la disastrosa sconfitta di Sedan, in cui la Francia fu sconfitta dai Prussiani, all’apparizione di Lourdes – ha sottolineato che in Italia ci sono oltre mille santuari mariani, legati ad apparizioni o miracoli della Madonna.

«Nel 1910, al tempo del Papa San Pio X che aveva istituito il catechismo che fu utilizzato dalla chiesa cattolica fino a non molti anni fa, il re di Portogallo e il pretendente al trono furono uccisi e a Fatima c’era un prete molto combattivo, che predicava il catechismo in maniera seria, sostenuto dai suoi fedeli: “Nel 1917 la Madonna apparve a tre bambini e affidò loro dei messaggi per l’umanità, chiedendo che alcuni rimanessero segreti. I “segreti di Fatima” furono consegnati al vescovo, che non volle leggerli e li conservò. Il Papa Pio XII nel 1957 chiese che gli fosse trasmessa la lettera, ma non l’aprì: fu il suo successore Papa Giovanni XXIII che nel 1960, alla presenza di venti prelati di cui alcuni portoghesi, affinché non sorgessero equivoci sulla traduzione, aprì la lettera che conteneva tre segreti: il segreto dell’Inferno, la devozione e la consacrazione al Cuore di Maria del popolo portoghese e un terzo che non riguardava il suo Pontificato e fu rimandato al Santo Uffizio. Giovanni Paolo I parlò con la veggente Lucia, e confidò il turbamento che aveva riportato da questo colloquio, al fratello. Ad accrescerne l’inquietudine gli accadde che, durante un’udienza, gli morì tra le braccia Nicodemo, il metropolita di Leningrado, il gerarca ecclesiastico russo più potente dopo il Patriarca di Mosca, che si era convertito al cattolicesimo.

«La terza parte del segreto di Fatima, che riguardava un terribile visione di Lucia culminante con l’uccisione del Pontefice, fu svelata nel 2000. Giovanni Paolo II, che il 13 maggio 1981 fu vittima di un grave attentato, credette di essere lui il Papa della visione e fece portare da Fatima la statua della Madonna: “Ti affidiamo le nazioni che Tu vuoi Ti siano affidate”, ma non nominò la Russia. Il suo successore, Papa Ratzinger, invece disse che la visione riguardava l’avvenire e che bisognava rispondere al messaggio di Fatima, consacrandosi al cuore di Maria e in particolare la Russia avrebbe dovuto essere consacrata solennemente alla Vergine: ciò non è ancora stato fatto e si possono prevedere le peggiori conseguenze”.

Don Ennio nel 1990 aveva pubblicato un libro proprio su Fatima, che è stato più volte ripubblicato: “Fatima, Roma, Mosca”, in cui sostiene che proprio alla consacrazione della Russia il cielo connette la pace».

Piera Mazzone

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