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Lupo morto a Scopello esposto al museo di Varallo

L'animale è morto a causa della denutrizione e di alcune ferite

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Lupo morto alla Bocchetta della Boscarola: rimarrà in Valsesia.

Lupo morto il corpo sarà conservato al museo di storia naturale

Il lupo trovato morto nel territorio di Scopello verrà messo in mostra al museo di storia naturale “Pietro Calderini” di Varallo. A fine novembre 2017 è stato accertato l’insediamento in Valsessera e nell’adiacente territorio valsesiano di un branco di lupi.

Il ritorno del lupo

Si tratta del primo nel Piemonte settentrionale dopo più di un secolo dalla sua scomparsa. Dai documenti presenti nell’Archivio di Stato di Vercelli, risulta che le ultime catture sono state effettuate nel 1808-1809 a Varallo e a Rimasco. Nel 1821 a Borgosesia, nel 1827 a Camasco e nel 1850 a Piode.

L’avvistamento

Il 22 dicembre 2017 due guardaparco e un agente di vigilanza della Provincia di Vercelli hanno attivato una ricerca nella zona. Sono state ritrovate le spoglie di un lupo nei pressi della Bocchetta della Boscarola, nel territorio del Comune di Scopello. Le ricerche sono partite in seguito alla segnalazione da parte del Cai di Borgosesia. Uno sciatore escursionista aveva avvistato e fotografato un canide ferito in Val Sessera, Dopo il recupero l’animale è stato portato per l’esame autoptico al dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università degli Studi di Torino. Dall’esame è emerso che la morte è avvenuta per cause naturali. L’animale è risultato molto denutrito: pesava circa 19 chili. Aveva segni di morsicatura sul collo e sul torace nella parte anteriore. E’ stata stimata una età di circa 2 anni.

Il ritorno in valle

Tutte le operazioni sono state condotte in stretto collegamento con il centro Grandi Carnivori del parco naturale delle Alpi Marittime. La Provincia di Vercelli ha stabilito l’affidamento dell’esemplare all’ente di gestione delle aree protette della Valle Sesia. L’ente provvederà alla preparazione tassidermica della pelle e al montaggio dello scheletro. Renderanno possibile la conservazione dell’animale. Il processo gli restituirà una posizione e un aspetto naturali. Sarà utile per attività di informazione, scientifiche e didattiche. Tali preparati saranno custoditi al Museo di Storia Naturale “Pietro Calderini” di Varallo. Il museo è stato riaperto nel 2017 in occasione del 150° anno dalla sua fondazione.

Scopo didattico

L’esemplare sarà pronto nella prossima primavera. Il suo allestimento sarà corredato da materiale informativo. Esso illustrerà le modalità del processo di ricolonizzazione della specie attraverso la dorsale appenninica e quindi sulle Alpi. Si parlerà delle conseguenti problematiche emerse sui territori rioccupati, per il timore, infondato, di attacchi alle persone e per le predazioni al bestiame domestico incustodito. Ma anche degli aspetti positivi dal punto di vista naturalistico, come il riequilibrio ecologico, connessi al suo ritorno. Infine, del patrimonio di conoscenze, memorie e credenze diffuse nella popolazione su una specie scomparsa dalla Valsesia a fine ‘800.

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