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Lupo in Valsesia: farà chiudere i piccoli allevamenti

"Niente abbattimenti, ma occorre prevedere delle soluzioni"

lupo in valsesia

Lupo in Valsesia: il ritorno del predatore fa temere gli allevatori.

Lupo in Valsesia i timori

Il ritorno del lupo potrebbe mettere a rischio il futuro delle aziende agricole di piccole dimensioni. Lo teme Marco Defilippi, allevatore e assessore dell’Unione montana Valsesia. Dopo le diverse segnalazioni nei giorni scorsi anche lui si è imbattuto in un lupo che scendeva da Locarno in località Parone. «Si trovava proprio in direzione della mia stalla – spiega -. Già in inverno girava voce di avvistamenti a Casavei, ci credevo poco. Poi l’ho visto con i miei occhi».

L’impatto del lupo

C’è preoccupazione nelle parole di Defilippi: «Sono molto preoccupato per quello che sarà l’impatto del lupo in valle. Ormai le segnalazioni si stanno moltiplicando». E la preoccupazione riguarda il futuro delle aziende agricole: «Parlando da persona del settore non posso che essere allarmato. ho preso parte anche a incontri con esperti che forniscono i consigli utili su come comportarsi. Una delle proposte sono le recinzioni, inoltre si consiglia l’utilizzo dei cani da guardia, ma sono rimedi che non risolvono il problema».

Un secolo senza lupi

Per oltre un secolo l’uomo non si è più dovuto preoccupare di convivere con il lupo in Valsesia. «Il lupo era sparito dal 1860, tornare a imparare a conviverci è difficile – riprende Defilippi -. Può essere il colpo di grazia per le piccole aziende. I nostri sono alpeggi con piccoli capi, il rischio è che a fronte dei continui attacchi o dei maggiori costi per tutelarsi molte aziende decidano di chiudere i battenti abbandonando gli alpeggi. Abbiamo faticato tanto per tornare a proporre un allevamento in alpeggio e adesso bisogna fare i conti anche con il lupo».

Cani e recinzioni

Le recinzioni per la protezione del bestiame o i cani da gurdia (più corretto dire “da guardianìa”) non sono le soluzioni ideali. «Sono cresciuto in alpeggio e mi fa arrabbiare sentire soluzioni da chi magari non ha capito cosa vuol dire passare la stagione in montagna – aggiunge -. I nostri pascoli non sono distese di prato, spesso sono pendii scoscesi. Come si può quindi recintare tutto? Le nostre vallate soprattutto d’estate si animano di turisti e avere una cane da guardianìa può essere un problema. Magari c’è chi si avvicina senza avere coscienza del pericolo, l’animale è addestrato a difendere il territorio e può scambiare la persona per una minaccia».

No agli abbattimenti

Quali soluzioni quindi? «E’ un fenomeno che bisogna controllare – sottolinea -. Non parlo assolutamente di abbattimenti, ma non si può nemmeno pensare che si formino dei branchi. A quel punto la situazione rischierebbe davvero di degenerare». Attacchi di lupi al bestiame si sono verificati anche la scorsa estate in alta Valsesia. «E’ capitato a Riva Valdobbia – riprende Defilippi -. Anche su Notizia Oggi erano uscite le foto degli animali sbranati. Ripeto: sono contento che qualcuno sia contento del ritorno del lupo, io sono preoccupato anche perché i rimedi proposti per tutelare le piccole aziende agricole che praticano l’alpeggio non sono sufficienti. E’ un fenomeno che va monitorato».

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