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Macché sabotaggio a Casavei: i sassi li aveva messi mio figlio | La lettera

Erano state trovate delle pietre sulla strada che conduce all'alpeggio

macché sabotaggio

Macché sabotaggio della festa: i sassi apparsi nella zona di Casavei erano stati posizionati da un ragazzino, che si è poi scusato e li ha rimossi.

Macché sabotaggio: la spiegazione

Qualche tempo fa, durante la festa di Casavei, sopra la frazione Crevola di Varallo, erano stati posizionati dei sassi. Si era temuto un atto di sabotaggio per l’evento. Invece i sassi sulle strada di accesso li aveva messi un ragazzino, peraltro subito visto e sgridato da un adulto. E l’ostacolo era stato rimosso. A stemperare quello che era apparso come un’azione mirata contro la manifestazione è la stessa madre del 13enne, che scrive a Notizia Oggi per chiarire l’accaduto. Tra l’altro, gli organizzatori avevano anche annunciato denuncia perché i sassi potevano rappresentare un problema per eventuali mezzi di soccorso.

La lettera

Ecco però la lettera della madre (omettiamo il nome visto la minore età del figlio): «Mi riferisco all’articolo titolato “Sassi sulla strada: sabotaggio contro la festa di Casavei”, corredato di foto, ove campeggiano i quattro sassi, che “qualcuno volutamente avrebbe posizionato per boicottare la festa”. L’articolo offre ampio spazio allo sfogo degli organizzatori: letteralmente “raggelati dall’ignobile gesto”. Fra le altre cose si legge che non sarebbe stato possibile risalire agli autori (rimasti quindi ignoti) degli “atti di sabotaggio contro la festa di Casavei”, posti in essere lo scorso 5 agosto.
Di ignobile in questa vicenda, c’è però solo una cosa: l’uso strumentale dell’organo di stampa, utilizzato per diffondere false notizie e per tentare di procurare inutile allarmismo. Posso fare queste affermazioni perchè sono a conoscenza del fatto che i quattro sassi rinvenuti sulla strada erano stati posizionati nella serata del 4 agosto da un ragazzino di tredici anni (mio figlio), che a distanza di alcuni giorni dall’accaduto, e con una certa dose di imbarazzo, mi ha confidato il proprio gesto. Un partecipante alla festa, notando il giovane l’ha sgridato, invitandolo a rimuovere quanto era stato posizionato sulla carreggiata. I quattro sassi sono stati immediatamente rimossi dall’autore della “bravata”, che ha chiesto di essere scusato: le generalità del giovane erano quindi ben note.
Chi non conosce l’alpeggio, non sa che il breve tratto di strada sterrata di cui si fa cenno nell’articolo è di proprietà privata, ed è delimitato da una sbarra. Non essendo una strada pubblica non tutti hanno diritto di transitare. E invece, proprio gli organizzatori dell’evento, anziché rispettare l’altrui proprietà, hanno deliberatamente invitato i partecipanti alla festa a percorrere il tratto di strada sterrata in auto: nella serata del 4 agosto sui prati dell’alpeggio erano in sosta una quarantina di auto. Lascio in conclusione trarre ai lettori le più opportune considerazioni su quanto realmente accaduto, in quanto non meritano ulteriori attenzioni e valutazioni gli adulti propagatori di fake news».

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