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Maggiora set di un “corto” contro la guerra

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maggiora set

Maggiora set di un cortometraggio: nei boschi del paese è stato girato “Libero di morire”.

Maggiora set delle riprese

Maggiora si è trasformata in un set cinematografico per il nuovo cortometraggio del regista Carmine Caraviello. Le riprese di “Libero di morire” sono state girate nelle scorse settimane tra le radure nei pressi della pista di autocross. «E’ la storia di due militari che sono avversari tra loro e che portano due messaggi diversi in merito alla guerra – spiega il regista di Gattico -. Da un lato il soldato delle forze speciali che vede il conflitto come un modo per salvare la gente, dall’altro il militare disertore che fa notare come l’azione bellica sia in ogni caso negativa. Non si tratta solo di un “corto”, ma anche di uno strumento per veicolare un messaggio importante: la guerra in qualsiasi modo è terribile».

Territorio in primo piano

Il progetto punta molto sul territorio. «Avevo già avuto modo di collaborare con il Comune di Maggiora e ho fatto amicizia con alcuni ragazzi del paese – prosegue Caraviello – questo legame instaurato e la scoperta di un paesaggio meraviglioso mi ha portato ad ambientare la storia proprio a Maggiora. Inoltre ricordo che gli attori sono tutti del Novarese. Ci tengo a rendere protagonista il territorio piemontese in tutte le sue sfaccettature». Nel progetto gli attori che interpretano i principali ruoli sono tre. «Matteo Ferrari, Paolo Salvadeo e Antonio Santomauro sono i protagonisti, li si vedrà con delle tute mimetiche e delle apposite strumentazioni– prosegue il regista -. La sceneggiatura è di Francesco Rizzi, il soggetto è mio e non posso dimenticare Luca Caramella, un videomaker veramente abile nel suo campo».

La scelta del tema

L’idea di concentrarsi su un argomento delicato come la guerra è legata ad una serie di fattori. «Vedendo l’ambiente e sapendo che ci sono tante associazioni che in zona praticano il soft air, cioè la guerra simulata, ho deciso di realizzare un progetto proprio incentrato sul conflitto bellico. Sottolineo un aspetto: il “corto” non vuole solo coinvolgere il pubblico, ma nell’arco di circa 15 minuti ha l’obiettivo di essere veicolo di un messaggio formativo». Numerose le persone che hanno pensato di raggiungere il set per osservare la troupe all’opera. «Un ringraziamento speciale va ovviamente dalla comunità – sottolinea Caraviello -. Sono stati in molti a salutarci. Una signora ci ha anche portato delle teglie di torta da gustare… Ci siamo trovati molto bene. Un ringraziamento va anche ai carabinieri di Borgomanero che ci hanno fornito una grande collaborazione». Terminate le riprese il lavoro non è concluso. «Ci vorranno due mesi circa per ultimare il corto – conclude il regista – e pensiamo che tra luglio e agosto riusciremo a presentarlo proprio a Maggiora, e poi vedremo eventualmente di concorrere a qualche festival».

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