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Milanaccio affare fatto: il centro sportivo “torna” a Borgosesia dopo 11 anni

Dal 2007 era proprietà del Comune di Varallo

milanaccio affare fatto

Milanaccio affare fatto: la struttura sarà nuovamente di proprietà del Comune di Borgosesia dopo l’appartenenza a quello di Varallo.

Milanaccio affare fatto per il Comune

Passaggio di proprietà in vista per il Centro sportivo Milanaccio: la struttura tornerà ad appartenere al Comune di Borgosesia. L’acquisizione è ufficiale, e dovrebbe essere formalizzata entro la fine dell’anno: alla Società Milanaccio (di proprietà del Comune di Varallo), che lo deteneva dal 2007, andrà poco meno di un milione di euro. Buona parte della somma sarà costituita dalla donazione di 600mila euro che la famiglia Loro Piana ha destinato al Comune di Borgosesia proprio per permettere l’acquisizione della struttura.

Le aste

Dopo tre aste andate deserte (con prezzo decrescente da 3,6 milioni a poco più di due), e il rischio di una possibile chiusura dell’impianto, le due amministrazioni hanno trovato il punto d’intesa. Un’intesa che sotto l’aspetto economico trova equilibrio sui 990mila euro: 600mila appunto dalla donazione modale della famiglia Loro Piana, il resto suddiviso in trentamila euro annui (la quota incassata dai gestori) per tredici anni. Acquisita la proprietà del Centro sportivo, saranno poi da quantificare i lavori di ristrutturazione che dovranno essere effettuati sulle strutture: sono state delineate le priorità e il Comune di Borgosesia lavorerà ora per trovare le coperture, attraverso fondi ministeriali e contributi di Fondazioni.

Costo zero

«Per il Comune di Borgosesia è un’operazione a costo zero – è il commento del sindaco Paolo Tiramani -. All’acquisto del Centro sono destinati unicamente la donazione e i proventi dalla società di gestione. L’atto di mecenatismo della famiglia Loro Piana è stato fondamentale, senza di esso il Comune non avrebbe mai potuto acquistare il Centro sportivo. Nell’evidenza che Varallo non avrebbe più potuto farsi carico della struttura a causa delle nuove disposizioni di legge rigurdanti le partecipazioni comunali, siamo sempre stati interessati a rilevarne la proprietà per assicurarne l’apertura e il mantenimento dei servizi. Sarebbe tuttavia stato impossibile affidandoci solo a risorse proprie».

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