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Mostra sulla Valsesia ai tempi della Grande guerra

E' in esposizione all'interno di Palazzo D'Adda a Varallo

mostra sulla valsesia

Mostra sulla Valsesia durante la Prima Guerra Mondiale: è stata presentata a Varallo.

Mostra sulla Valsesia in guerra

Un viaggio nella Valsesia di un secolo fa, mentre infuriava il primo conflitto mondiale. La mostra “Cent’anni dopo. La Valsesia e i Valsesiani durante la Grande Guerra” è stata presentata all’interno del salone della biblioteca civica di Varallo. L’esposizione, nata nell’ambito delle attività dedicate al centenario della conclusione della prima guerra mondiale, sarà inaugurata il 20 ottobre nei locali di Palazzo D’Adda e sarà visitabile fino al 2 dicembre. L’équipe di studiosi e operatori culturali e tecnici che vi sta lavorando, coordinati dall’ufficio cultura del Comune di Varallo, ha preparato una mostra che non vuole essere la solita rassegna di fotografie e cimeli, ma un lavoro diverso e coinvolgente. «Con questa esposizione – spiega Alessandro Dealberto, assessore alla cultura e al turismo di Varallo – si vuole parlare al cuore dei valsesiani raccontando come sia stata vissuta la Grande guerra da coloro che sono rimasti qui in valle. Tante storie vissute da personaggi straordinari che fanno parte della nostra storia e che meritano di essere conosciuti. Solo attraverso la conoscenza si può stimolare la popolazione ad amare ed essere orgoglioso del proprio territorio».

I contenuti

Una rassegna che parte dalle grandi manovre del 1907 (l’immagine che campeggia sulle locandine è una foto che riprende questo momento nella zona di Baranca), per arrivare a raccontare la storia attraverso una selezione di luoghi che hanno qualcosa da dire. «C’è la posta attraverso la quale venivano trasmessi sentimenti ed emozioni e permetteva le comunicazioni con e dal fronte – ha spiegato Enrico Pagano, direttore dell’Istituto per la Storia della Resistenza di Varallo -, l’osteria dove chi non era partito riportava o apprendeva notizie sulla guerra, l’ospedale dove venivano portati anche i soldati feriti in combattimento, la chiesa simbolo di speranza frequentata soprattutto dalle donne, le vere protagoniste sul territorio in questo periodo, il treno e i personaggi presentati mediante diverse modalità, interpretati da attori nel video, o raccontati attraverso le poesie o le immagini».
Un racconto di uno dei tanti aspetti di quella che Alessandro Orsi, uno dei curatori della mostra, ha definito “valsesianità” e che vuole rendere merito alle tante figure ormai scomparse che hanno vissuto quel periodo storico.

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