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Muntisel Varallo: inutile rifarlo come prima | L’opinione

Per Norberto Julini l’edificio dovrebbe diventare un luogo di accoglienza turistica

rogo muntisel

Muntisel Varallo: inutile rifarlo come prima. Non tutti a Varallo vorrebbero vedere risorgere dalle ceneri la “Casa valsesiana”, distrutta da un violento incendio lo scorso aprile.

Muntisel Varallo: inutile rifarlo come prima

Norberto Julini

L’amministrazione comunale ha deciso fin da subito di ricucire decidendone la ricostruzione esattamente dov’era e com’era: i lavori dovrebbero partire nei prossimi mesi. Ma, a quanto pare, non tutti condividono questa scelta, come fa sapere Norberto Julini, consigliere dell’Ente di Gestione dei Sacri Monti. «Ad inizio anno vorrei provocare una riflessione-discussione fra i miei concittadini, da varallese che ha a cuore la città in cui abita – scrive Julini in una lettera agli organi di stampa -. L’argomento è la ricostruzione della casa valsesiana alla sommità del Muntisel. Mi accorgo di non provare particolare nostalgia per quell’edificio, ancorché suggestivo. Non so voi… La sua conduzione è sempre stata difficile e non ricordo stagioni fortunate. Un po’ fuori mano, un po’ angusta, un po’ eccentrica, mai troppo frequentata».

Perplessità

Perplessità che Julini ha già esposto al sindaco Eraldo Botta: «Capisco che un evento traumatico come un incendio distruttivo di un bene comune provochi la reazione istintiva e volitiva: “la rifaremo come prima e dov’era prima”. Ma non sempre la prima reazione è frutto di riflessione. In quel luogo pittoresco che è stato il nostro primo “giardino pubblico” c’è invece una grande opportunità che secondo me, dovremmo cogliere. Ricordiamoci che è il primo posto visto dal pellegrino-turista che scende dal pullman e vuole salire al Sacro Monte. E’ il luogo della nostra prima accoglienza offerta a chi arriva e, secondo me, dovrebbe essere un luogo degno del capolavoro che attende il visitatore».

Proposte per il futuro

Secondo Julini oggi non è così: «C’è un’anonima casetta con quattro servizi igienici per di più dislocati male», sostiene. Da qui la sua proposta: «Mi piacerebbe ci fosse una bella struttura, appunto una “casa valsesiana” dove si viene accolti, si consuma una colazione, si va ai servizi, s’incontra la propria guida , si ascolta-vede un’introduzione alla visita del Sacro Monte, ci si attrezza per la pioggia che da noi è frequente. E magari tutto questo e’ affidato alle nostre guide e diventa anche la loro sede». Insomma Julini è del parere di ricostruire la “Casa valsesiana”, «ma più in basso, sul versante del Muntisel vicino ai parcheggi perché sia il luogo accogliente che ci occorre. In alto invece teniamoci pure una bella piattaforma panoramica attrezzata per starci con comodità, nella buona stagione, magari utile anche per i concerti estivi, come usava un tempo».

2 Commenti

  • Ivan ha detto:

    In Democrazia la maggioranza VINCE
    LASCIATE DECIDERE AI VARALLESI.
    NON LA VOLONTÀ DI POCHI MA CON UN REFERENDUM SAPREMO.
    COME RIFARLO, CAPI JULINI

  • Anna Ajassa ha detto:

    Era bello cosi lo vedevo da sempre. Dovrebbe essere ricostruito esattamente com’era. L’idea lanciata da Julini proprio non piace né a me, né alla mia famiglia. Idea bocciata

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