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Parete Gaudenziana: resta il ponteggio per le visite

L'opera più famosa dell'artista valsesiano sarà visitabile da vicino fino a metà mese

parete gaudenziana

Parete Gaudenziana rimarrà visitabile fino a metà ottobre: il ponteggio è ancora allestito.

Parete Gaudenziana ancora visitabile

A Varallo i fari sono ancora puntati sulle opere di Gaudenzio. Il tramezzo affrescato nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, l’opera più celebre di Gaudenzio Ferrari presente a Varallo, sarà visitabile da vicino fino a metà ottobre. Dopo il successo registrato nei sei mesi dell’evento, il ponteggio che permette di ammirare i quadri della vita di Cristo alla loro altezza non è stato smantellato. «Rimarrà piazzato ancora per un mese – spiega Alessandro Dealberto, assessore alla cultura del Comune di Varallo – e vi si potrà salire negli orari di apertura della chiesa gratuitamente. L’accesso sarà regolato da volontari». E’ dunque destinato ad aumentare ancora il numero dei visitatori che a Varallo ha toccato la quota record di 17mila biglietti staccati e che complessivamente è stato di 37mila ingressi nelle tre sedi della mostra: oltre Varallo, Novara e Vercelli.

Un bilancio positivo

Un bilancio che soddisfa gli organizzatori e sprona a organizzare futuri eventi di altrettanta rilevanza come è emerso domenica pomeriggio in occasione della presentazione del volume “Varallo ai tempi di Gaudenzio”, una ricognizione sul territorio varallese sulle opere che testimoniano l’influenza del Ferrari sugli artisti locali, curato da Giovanni Agosti, Donata Minonzio e Jacopo Stoppa. Tante le personalità presenti tra le quali il questore di Milano, Marcello Cardona, e l’assessore alla cultura della Regione, Antonella Parigi, che ha creduto nella buona riuscita dell’evento sottolineando che il numero complessivo dei visitatori abbia superato di gran lunga i pronostici fatti dai responsabili de “Il Sole 24 Ore” che avevano ipotizzato un afflusso di 27-28mila visitatori. «L’aspetto più interessante – ha detto Parigi – è stato quello di aver visto un territorio impegnato per rendere indimenticabile un evento come questo. Oltre al comparto della cultura hanno voluto collaborare ed essere presenti anche i produttori del territorio che hanno legato i loro prodotti al marchio della mostra. A Torino non si è mai parlato così tanto di Varallo e le istituzioni si sono messe a disposizione del territorio valsesiano e questa è una capacità che darà frutti per il futuro. Varallo si è conquistata una sua identità che va coltivata per organizzare ulteriori eventi».

I progetti futuri

Un così importante successo spinge verso nuovi obiettivi e nuovi progetti perché si è posto come tramite per la costruzione di nuove basi per il raggiungimento di nuovi traguardi. Il complesso museale varallese si è guadagnato la fiducia, per quanto riguarda i prestiti, di musei internazionali importanti come il Louvre di Parigi e la National Gallery di Londra. Un aspetto molto importante che ha creato i presupposti per ulteriori eventi. «Ci sono così tanti aspetti – ha commentato Giovanni Agosti, curatore della mostra con Jacopo Stoppa – meritevoli di essere sviluppati e approfonditi con una nuova rassegna. Uno di questi riguarda la vasta presenza di modelli grafici, disegni e stampe dei grandi maestri, che hanno influenzato e galvanizzato la produzione locale spingendo anche un artista come Tanzio da Varallo a partire per il suo viaggio nel centro Italia».
Da lunedì le opere prestate per la mostra sono state ricollocate nelle loro casse climatizzate per ritornare nei musei di provenienza.

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