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Pedemontana primi segni del cantiere a Gattinara

Il sindaco Baglione: «Costerà 204 milioni di euro e i lavori inizieranno nel 2019»

Pedemontana primi segni, «i soldi ci sono davvero, 204 milioni di euro». Nel 2019 sarà individuata l’impresa e poi si procederà all’aggiudicazione del cantiere

Pedemontana primi segni, il sindaco di Gattinara ci crede

Inizia a prendere forma la Pedemontana. E non solo sulla carta, ma anche con i primi rilievi sul territorio. Ora, poi, c’è pure la certezza di vederla realizzare. Ci crede Daniele Baglione, sindaco di Gattinara: «Abbiamo avviato una serie di incontri in Regione con Anas che relaziona regolarmente sull’andamento». E a breve ci sarà un nuovo summit: «Sarà presentato il progetto definitivo. Da quel momento partirà tutto l’iter autorizzativo e poi ci sarà il via al cantiere». E questa volta non è la solita frase fatta: «I soldi ci sono davvero, 204 milioni di euro». E pure la tempistica ha una certezza: «Nel 2019 sarà individuata l’impresa e poi si procederà all’aggiudicazione del cantiere. Insomma ci sono tutti gli elementi per poter partire». In fondo sono “soltanto” quarant’anni che si parla di Pedemontana.

Sarà una strada gratuita

In passato si era pure parlato della possibilità di imporre un pedaggio. Ma Baglione lo esclude: «Sarà una superstrada a quattro corsie e gratuita. Nessun biglietto». Il collegamento andrà infatti da Masserano a Ghemme con tre svincoli, a Roasio, a Gattinara e all’innesto con l’autostrada A26 Genova-Gravellona Toce, all’altezza di Ghemme. Attesa da anni per togliere il Biellese dall’isolamento, l’opera costerà complessivamente 204 milioni di euro. Agli 80 milioni già finanziati con fondi statali (decreto «Sblocca Italia») per la realizzazione del tratto Ghemme-Gattinara si aggiungono i 120 milioni – messi a disposizione dalla Regione nell’ambito della programmazione dei fondi europei – per il completamento dell’intero collegamento Masserano-Ghemme. E poi c’è la questione esproprio, sui cui abbiamo già scritto in un precedente articolo.

Un Commento

  • Emilio ha detto:

    spero utilizzino materiali innovativi, dal cemento all’acciaio inossidabile in combinazione col tondino tradizionale. in questa
    maniera potrà durare almeno un centinaio d’anni con una manutenzione minima senza che salti via il copriferro per via della corrosione.

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