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Pinacoteca Varallo: con il climatizzatore triplica la bolletta

Ingenti le spese per la climatizzazione delle sale che ospitano i capolavori di Gaudenzio

pinacoteca varallo

Pinacoteca Varallo la onlus che la gestisce ha presentato il bilancio: gravose le spese per la climatizzazione degli ambienti.

Pinacoteca Varallo il bilancio

Bolletta salata al Palazzo dei musei di Varallo. A far lievitare, e non di poco, il conto della corrente elettrica è il nuovo impianto di climatizzazione delle sale che ospitano la grande mostra gaudenziana. Un aspetto che ha fatto chiudere in rosso il bilancio, presentato domenica in occasione dell’annuale assemblea dei soci della Società d’incoraggiamento allo studio del disegno e di Conservazione delle opere d’arte in Valsesia, la onlus che gestisce lo storico Palazzo dei Musei, polo della cultura varallese. Come ha spiegato il revisore dei conti, Luciano Zanetta, quest’anno il bilancio (approvato poi all’unanimità) si chiude con un disavanzo di 67mila euro, dovuto in parte al triplicarsi dei costi della gestione energia e a un aumento di 5mila euro sul capitolo delle spese del personale.

Le entrate

Gli incassi, che comprendono le quote associative, gli ingressi museali e la vendita libri e oggetti promozionali, ha fruttato 25mila euro, coprendo circa un sesto dei costi. Resta dunque fondamentale per la vita del polo museale l’intervento delle fondazioni bancarie, la Cassa di Risparmio di Vercelli e la Cassa di Risparmio di Torino, del Comune di Varallo e della generosità di sponsor privati.

Obiettivi raggiunti

Soddisfazione per gli obiettivi raggiunti nel 2017 da parte del presidente Mario Remogna, «che – riferisce in una nota Piera Mazzone, direttore della biblioteca civica, presente all’assemblea – ha sottolineato l’importanza delle attività legate alla didattica, coordinate da Rita Regis, che ha saputo impostare programmi diversificati per fasce di età, originali e interessanti, che hanno portato al Museo Calderini e alla Pinacoteca un gran numero di visitatori, ma soprattutto ha posto solide premesse per il futuro di questa gloriosa istituzione». Un plauso al lavoro svolto dal direttore conservatore Carla Falcone: «Ha iniziato come storica dell’arte – ha ricordato Remogna -, ma ha poi saputo accudire gli stabili museali antichi, rivelando capacità organizzative e gestionali, unite a un carattere determinato e deciso».

Le attività

Passando poi ad un’analisi dell’attività museale, il presidente ha segnalato l’aumento delle visite guidate a fronte di una lieve flessione del flusso dei visitatori singoli, mentre – scrive ancora Mazzone -, sono aumentati gli accessi con biglietti ridotti o gratuiti». Fondamentale il sostegno dei privati. «Per fortuna si è assistito al provvidenziale intervento di persone che utilizzano le loro ricchezze per opere importanti – ha detto Remogna -, che non si sarebbero mai potute realizzare con i fondi della gestione ordinaria: nel 2017 l’avvocato Marco De Luca ha coperto interamente i costi dell’impianto di climatizzazione, pari a 208mila euro. Significativi apporti sono poi giunti da Dante Razzani, Cesare Ponti, dai coniugi Savino e Donatella Rizzio e da Arduino Vettorello».

 

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