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Ponte sulla Sesia: dopo 12 anni sparisce la rete del cantiere

I Comuni si propongono di aiutare la Provincia di Novara

ponte sulla sesia

Ponte sulla Sesia tra Romagnano e Gattinara: sarà finalmente rimossa la rete arancione.

Ponte sulla Sesia un aiuto a Novara

Il ponte sulla Sesia da 12 anni è “imballato” nella plastica perché non a norma. Ora i Comuni si apprestano ad aiutare la Provincia di Novara. Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro tra le amministrazioni di Romagnano, Gattinara (i due centri collegati dal viadotto) e la Provincia di Novara, responsabile del manufatto e dei lavori. L’obiettivo è di trovare una soluzione per terminare le operazioni. Soluzione che passerebbe da un convenzione attraverso la quale i due Comuni “aiuterebbero” economicamente la Provincia per la modifica o il rifacimento del parapetto.

Il parapetto

E’ quello infatti il problema. Una dozzina di anni fa, conclusi i lavori di consolidamento del viadotto, le sponde sono risultate di 20 centimentri più basse di quanto previsto dalla normativa. Se sul lato nord, un passaggio di servizio, chiuso al transito pedonale, la cosa poteva anche starci, su quello sud, aperto al transito, si è dovuto correre ai ripari mettendo delle protezioni. Almeno fino a quando non si fosse sistemata la ringhiera. Nel frattempo però i soldi a Novara erano finiti.

“Il ponte è sicuro”

«A rigor di logica il passaggio ai pedoni dovrebbe essere impedito – precisa l’assessore ai lavori pubblici di Romagnano, Giancarlo Medina -. In fin dei conti si tratta di un cantiere. Precisiamo tuttavia che la struttura è robusta ed è sicura; chi ha realizzato il parapetto non ha calcolato che sarebbe stato saldato sotto il ponte, perdendo 20 centimetri di altezza. Insomma è stato un errore. Adesso bisogna capire se è possibile, rispetto alla sicurezza e alla normativa, se applicare un rialzo, piuttosto che rifare tutto il riparo. Certo è che nel primo caso i costi sarebbero più contenuti».

Costi da valutare

Medina sulle cifre non si sbilancia. «Bisogna vedere quale soluzione è fattibile. In ogni caso i Comuni, cui non toccherebbe pagare nulla, concorrerebbero in parte minore rispetto alla Provincia, ente al quale spettano i lavori, nella ripartizione delle spese. Non è giusto che siano i Comuni a rimetterci, ma piuttosto che continuare a vedere quell’obbrobrio va bene così».

Il tema è già sotto i riflettori da alcuni anni.

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