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Ponzone accoglie la nuova croce del campanile

Non potrà però essere posizionata subito

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Ponzone accoglie una nuova croce per decorare la chiesa del Sacro Cuore di Gesù.

Ponzone accoglie la nuova croce

La nuova croce per la chiesa del Sacro Cuore di Gesù di Ponzone è pronta, ma per posarla nella sua posizione originale ci vorrà ancora un po’ di tempo. Domenica la comunità si è riunita per la benedizione del nuovo manufatto. Al termine della funzione religiosa di ieri mattina, dedicata appunto al Sacro Cuore, i fedeli si sono radunati nel piazzale dove è posizionata la croce benedetta dal vicario generale della diocesi, canonico Paolo Boffa Sandalina. Presente anche don Claudio Maggia e il diacono Adriano Prederigo.

Il significato

Durante la funzione religiosa invece il canonico Paolo Boffa Sandalina ha voluto ricordare il significato della croce: «Quante storie ha visto – ha spiegato -. E’ stata testimone della espansione del paese, ma anche della crisi, di una guerra mondiale e della lotta di Liberazione». Aggiungendo poi: «Abbiamo bisogno della croce perché sgorga da un cuore che è quello di Gesù». Era i 1938 quando venne posizionata in cima alla chiesa di Ponzone. Durante il suo intervento il canonico ha voluto anche ricordare la figura del parroco di allora, don Primo Zanotti che resse la parrocchia dal 1935 al 1985 e fu fautore dell’espansione della comunità religiosa di Ponzone.

La situazione della chiesa

La nuova croce è decisamente più leggera rispetto a quella originaria, come ha ricordato l’architetto Giovanni Vachino che da anni segue l’opera di restauro della chiesa di Ponzone: «E’ stato avviato venti anni fa il ripristino della chiesa di Ponzone che ha caratteristiche uniche, mai viste in Italia. Dispone infatti di pannelli che vennero realizzati proprio nella piazza con cemento armato e poi rivestito di granito. Dopo 80 anni questi pannelli si stanno disgregando, bisogna far fronte a un problema di manutenzione». E l’incognita riguarda soprattutto i tempi di realizzazione. Proprio durante uno dei sopralluoghi ci si era accorti che la storica croce era in condizioni precarie.

I problemi

«Quando l’abbiamo portata a terra – ha aggiunto Vachino – ci siamo accorti che era impossibile restaurarla, era una croce in cemento, pesante e per non sapevamo se avesse retto ancora. Da qui, grazie anche all’appoggio della Soprintendenza, il progetto di adottare una croce più leggera in acciaio che avrà lo stesso effetto visivo». La speranza è quella di sistemarla nelle prossime settimane, ma i tempi potrebbero allungarsi visto che proprio durante l’ultimo sopralluogo ci si è accorti che anche la base su cui dovrebbe essere fissata è ammalorata. Bisogna quindi prima procedere a un nuovo intervento di ripristino e poi in un secondo momento posizionare la nuova croce che in questi giorni rimarrà alla base della scalinata della chiesa.

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