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Pray avanti con la Tav: nessun confronto con la val di Susa

L'amministrazione comunale declina la proposta di Venaus.

Pray avanti con la Tav: «L’opera è attesa dagli imprenditori del nostro paese, e noi siamo al loro fianco».

Pray avanti con la Tav

Sulla Tav il Comune di Pray va avanti per la propria strada e non sente ragioni. Ma rinnega le accuse politiche. Dopo l’approvazione in consiglio comunale di una apposita mozione, la polemica era scoppiata su Facebook con l’ex consigliere di Trivero Piero Casula che aveva tirato in ballo il sindaco di Venaus: «Chissà se a Venaus approvassero una mozione a favore della diga, come la prenderebbero gli amministratori di Pray». E infatti il primo cittadino del Comune valsusino, interpellato da Notizia Oggi, si era detto assai stupito della mozione, ma anche pronto a venire in Valsessera per un incontro pubblico per spiegare le ragioni del “no” alla Tav «anche in un clima di contraddittorio perché tutti capiscano e conoscano al meglio la questione senza andare a prendere posizioni a prescindere».

Mozione per il territorio

Ma il sindaco Gian Matteo Passuello di Pray va avanti per la propria strada: «Ricordo che il provvedimento è stato votato all’unanimità dal consiglio comunale, quindi anche dalla minoranza, perché comunque siamo convinti che questo progetto debba essere realizzato in fretta per il bene del Paese. Ma quando intendo “paese” intendo anche Pray, ho avuto un incontro anche a imprenditori del nostro territorio che investono e che sono preoccupati sul futuro di questo intervento». Da tempo infatti il progetto è sulla graticola, con il mondo politico diviso tra favorevoli e contrari, e uno studio che mette in evidenza più costi che benefici.

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