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Primo album solista per Roberto Deliperi

Il musicista gattinarese ha scelto Londra per inseguire il proprio sogno

Da Gattinara a Londra per vivere di musica. “Lo stupido che canta” è il titolo del primo album da solista del musicista gattinarese Roberto Deliperi, trapiantato da dieci anni nella capitale del Regno Unito.

Classe 1976, Deliperi, alias “Il Deli”, è partito circa dieci anni fa alla volta della capitale del Regno Unito, per coltivare la sua passione per la musica, trasformandola in una professione. Da poco, ha fatto il grande salto, presentando il suo lavoro. Quest’ultimo, sebbene sia stato ideato, ed inciso a Londra, è rivolto all’Italia; tant’è che i testi sono in italiano, ed anche il titolo. Infatti, l’influenza dei cantautori della Penisola ha lasciato il segno sulla sua produzione, ed alcuni concerti live di celebri artisti italiani, a cui ha potuto assistere, hanno fatto il resto.

L’amica di vecchia data Sabrina Filosi è il suo contatto con il territorio gattinarese e valsesiano; infatti Deliperi ha scelto di affidare a lei la diffusione del suo album, con l’auspicio di iniziare quanto prima a programmare una serie di concerti. Filosi lo presenta così: «L’idea di scrivere un album nasce nel 2014, periodo in cui, per Roberto, suonare per lavoro non era più interessante né stimolante: e così dentro di lui si è acceso il desiderio di comporre le sue canzoni. Una performance a Londra di Gazzè, Fabi e Silvestri, gli ha dato l’ispirazione per scrivere la sua prima traccia, ovvero la bonus track di questo primo album. In quel periodo il Deli ha scritto moltissimo, addirittura più di cinquanta canzoni, ed ha incontrato Alberto Brigandì, organista diplomato, anche lui a Londra a fare della musica il suo lavoro – prosegue Filosi – C’è stata subito una bella intesa, e tra i due ha preso il via una proficua collaborazione. È iniziato così un momento di intenso lavoro, durato quasi un anno. Inoltre, la quindicina di musicisti che ha contribuito alla realizzazione dell’album sono sparsi tra Italia ed Inghilterra, e così ci sono voluti in tutto due anni e mezzo per portare a termine il progetto, attraverso cui emergono emozioni ed idee».

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