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Rimborsopoli Regione: richieste condanne per 23 consiglieri

Si celebra a Torino il processo di Appello per le spese dei consiglieri tra il 2010 e il 2014.

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Rimborsopoli Regione: nel processo di Appello il procuratore chiede più o meno le stesse condanne che erano state proposte in primo grado.

Rimborsopoli Regione: per il procuratore 23 consiglieri sono colpevoli

Il processo di Appello per la Rimborsopoli piemontese arriva al momento delle richieste dell’accusa. Il procuratore generale Giancarlo Avenati Bassi ha chiesto condanne per 23 consiglieri. La maggior parte delle richieste sono uguali a quelle già avanzate in primo grado, e poi respinte dal giudice che aveva mandato assolti la maggior parte degli imputati. Tra questi ci sono anche l’ex governatore Roberto Cota, per il quale la richiesta è di due anni e quattro mesi. Stessa richiesta per Paolo Tiramani (all’epoca consigliere regionale) e Riccardo Molinari (segretario piemontese della Lega e ora anche lui deputato).

Il problema delle spese: istituzionali o no?

Il processo riguarda l’utilizzo dei fondi a disposizione dei gruppi politici che i consiglieri potevano spendere in attività istituzionali debitamente certificate. Il processo di primo grado si era concluso con 15 assoluzioni e 10 condanne (oltre a quelli che in precedenza avevano patteggiato). Il tutto con pene tra i 4 mesi e i 3 anni e 10 mesi. Qualcuno aveva anche restituito tutti gli importi. In pratica, il pm accusava i consiglieri di aver chiesto e ottenuto il rimborso per spese che nulla c’entravano con le attività istituzionali, e che erano classificabili come spese private ma addebitate alla Regione. Il tutto tra il 2010 e il 2014. A ricorrere contro la sentenza e a invocare il processo di Appello sono stati sia i legali dei condannati (ovviamente contro la condanna), sia il pm contro le assoluzioni.

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