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Romagnano ricorda Livio Feccia, partigiano e sindacalista

Appena ventenne, entrò nell’84esima Brigata Garibaldi Strisciante Musati. Fatto prigioniero, fuggì e si unì nuovamente alla Resistenza

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Romagnano ricorda il “partigianino”: le note di “Bella ciao” per salutare Livio Feccia.

Romagnano ricorda Livio

Si spegne un’altra voce che ha portato la testimonianza diretta della Resistenza. E’ morto a Romagnano il partigiano Livio Feccia, 95 anni, ex sindacalista Cisl ora in pensione. Il funerale del “partigianino”, come era chiamato per via dell’entrata nella Resistenza in giovane età, è stato celebrato martedì pomeriggio nella chiesa abbaziale di Romagnano. Per l’ultimo saluto erano presenti numerose rappresentanze dell’Anpi con i gagliardetti; oltre ovviamente a quella di Romagnano, ove era iscritto. Anche la Cisl, sindacato nel quale prestò la propria opera dalla fine della guerra alla pensione, era presente con una delegazione. Al cimitero è stato intonato il canto “Bella ciao”.

La Strisciante Musati

Feccia era entrato molto giovane, nel ‘44, a soli 20 anni, nell’84esima Brigata Garibaldi Strisciante Musati, il gruppo partigiano che agiva sui molti della Valsesia e dell’Ossola. E proprio a Bannio Anzino fu catturato durante una retata. Fu trasferito in carcere prima a Novara e poi a La Spezia. Da qui fu poi portato al carcere di Vercelli, dove, mimetizzandosi con altri prigionieri, riuscì a fuggire. In tutto subì circa tre mesi di prigionia. Da Vercelli tornò sulle montagne per unirsi nuovamente alle formazioni partigiane, nelle quali militò fino alla Liberazione. Feccia ha partecipato alla battaglia di Romagnano, il 16 marzo del 1945. A guerra finita intraprese la carriera all’interno del sindacato Cisl, aiutando molti lavoratori a difendere i loro diritti, fino a diventare dirigente nel sindacato novarese.

Un libro

Dieci anni fa Feccia aveva pubblicato un libro, tratto dal diario scritto durante l’esperienza partigiana, intitolato “Un ragazzo”. Il sindaco Carlo Bacchetta ne aveva curato la prefazione ed era stato presentato a Romagnano. Lo ha dedicato alla moglie Carla, ai figli e ai nipoti “nella speranza siano loro risparmiati gli orrori della guerra”. «Anche nel lavoro e nella vita – dice Gian Mario Grai, dell’Anpi di Romagnano – Livio ha applicato i valori della Resistenza, con la speranza di tramandarli alle generazioni future. Era una persona che parlava volentieri della sua esperienza partigiana, ma mai sopra le righe». Lascia la moglie Carla e i figli Nunzio, Daniela, Maura e Paolo con le rispettive famiglie. A Romagnano sono sopravvissuti solo due partigiani, Valter Paltrineri e Emilio Cerutti, entrambi presenti per l’ultimo saluto al “collega” Livio Feccia.

Alla fine del 2017 si è spento invece il patriota Vincenzo Imazio, alla bella età di 105 anni.

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