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Segheria valsesiana vince in Europa grazie al legno a chilometro zero

L'azienda Giordano di Campertogno ha presentato un progetto per la ristrutturazione di una casa in stile walser

segheria valsesiana

Segheria valsesiana al secondo posto nel concorso europeo “Alpine space regional timber award”.

Segheria valsesiana premiata

Con il progetto di una casa in cui lo stile tradizionale walser incontra la modernità, la Segheria Giordano di Campertogno è stata premiata nel concorso europeo “Alpine space regional timber award”. Nei giorni scorsi l’Unione montana dei Comuni della Valsesia, partner italiano del progetto Interreg Alpine Space Casco, insieme ad Arpa Piemonte ed Environment Park, ha preso parte al forum annuale “EusAlp” ad Innsbruck. Tra i quindici premiati, provenienti da cinque paesi dello spazio alpino (Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia), figura anche la Segheria Giordano di Campertogno, che ha ottenuto il secondo posto tra i partecipanti italiani, con la ristrutturazione di una casa in cui richiami alla tradizione walser si sposano con soluzioni costruttive innovative in legno massiccio, nella struttura, nei rivestimenti e negli interni.

Il progetto

I progetti realizzati dai candidati sono stati valutati in base a criteri di trasferibilità, innovazione e, soprattutto, riduzione delle emissioni di anidride carbonica mediante l’utilizzo di legname di provenienza regionale. Roberto Giordano e la moglie Jessica Agarla, accompagnati dal presidente dell’Unione montana Pier Luigi Prino e dall’assessore ai fondi europei dell’ente Gian Franco Irico, hanno raggiunto Innsbruck dove hanno potuto partecipare a diversi workshop tematici e presentare il proprio progetto ai visitatori. Tutto nasce dalla partecipazione dell’Unione Montana Valsesia al progetto Casco (Carbon Smart Communities), finanziato dall’Unione europea, che mira a promuovere l’impiego del legno il più possibile vicino ai luoghi di raccolta. L’uso del legno nelle costruzioni contribuisce positivamente alla cattura di anidride carbonica, ma oggi l’Italia importa quasi tutto il legname dall’estero, con conseguenze negative per l’inquinamento dell’aria in fase di trasporto.

Legno a chilometri zero

Filiere di prossimità, “a basse emissioni”, danno un contributo positivo alla protezione del clima e sostengono le economie locali. La legislazione spinge le amministrazioni pubbliche a promuovere l’uso di legname prelevato a breve distanza, ma questa indicazione rimane sovente lettera morta. Con la partecipazione al progetto Casco l’Unione montana si pone all’avanguardia, adottando schemi di appalto che favoriranno l’impiego di legno a km zero. A breve, sono previsti eventi formativi rivolti a tecnici e operatori, per aiutarli ad adeguarsi a questa normativa, e iniziative volte a promuovere l’uso di legno vicino anche presso i privati, per mezzo di un marchio che certifichi la distanza coperta dal materiale utilizzato, dalla raccolta alla posa in opera. Questo argomento riscuote sempre maggior interesse presso le istituzioni ed il pubblico. Nel pomeriggio di martedì, mentre ad Innsbruck il rappresentante della Regione Auvergne-Rhone-Alpes consegnava i premi ai vincitori valsesiani, a Roma il progetto Casco riceveva un importante premio da Pefc-Legambiente.

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