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Serravalle ricorda Alfredo, ex capo meccanico alla Pavesi

Mingozzi aveva 82 anni. Perito industriale, se n'è andato cinque mesi dopo la sua amata moglie.

Serravalle ricorda Alfredo Mingozzi: morto a 82 proprio il giorno delle elezioni. Perito industriale, fu anche capo meccanico alla Pavesi.

 Serravalle ricorda Alfredo, morto solo cinque mesi dopo la moglie

Tanti conoscenti di Serravalle hanno voluto dare l’ultimo addio ad Alfredo Mingozzi, 82 anni. L’uomo è morto domenica scorsa, giorno delle elezioni comunali: la moglie Graziella era scomparsa solo cinque mesi fa. Si era diplomato all’Itis Omar di Novara e per anni aveva lavorato capo meccanico alla Pavesi, per un certo periodo anche in Svizzera. Ha lasciato la sorella Maria Vittoria (conosciuta come Liliana), il nipote Marco, i cognati Tullio e Annarita, e altri parenti. Ha cessato di vivere domenica nella casa di riposo “Brigata Osella” di Grignasco, dove era ospite da qualche tempo.

Un tramonto senza alba

«Quando che si è trascorsa una vita insieme – scrive l’amica Piera Mazzone – quello che resta è solo un malinconico tramonto senza alba: Alfredo aveva vissuto per Graziella, per amarla, proteggerla da giudizi ingenerosi, e, dopo la sua morte, è calata la stanchezza di anni. Alfredo era un signore d’altri tempi, educato, colto, gentile, mai prevaricante, attento alle sfumature, i suoi non erano mai discorsi banali. La naturale eleganza si è manifestata anche nell’ultimo congedo: abito scuro, camicia bianca e farfallino nero, la “muda” per le occasioni importanti».

Forte coscienza civile

«Sono sicura che, in quello che sarebbe stato il tuo ultimo giorno, coincidente con le elezioni amministrative a Serravalle, avresti ancora voluto compiere il tuo dovere di cittadino e votare per eleggere il sindaco, perché quello del voto era un diritto conquistato a caro prezzo, che non si deve sprecare. Avevi sognato un mondo migliore, non si era realizzato, ma non ti sei mai rinchiuso in uno sterile lamento, la tua coscienza civile è sempre stata in prima linea. I valori, quelli autentici, non li hai mai persi, e forse ti sentivi ormai straniero in una società in cui per far valere le proprie ragioni si urla e si offende l’avversario: ho imparato molto da te, ma avrei ancora bisogno di qualche lezione di vita… ti abbraccio forte».

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