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Sindaci Valsessera assenti sul caso del punto nascite | La lettera

"Non possiamo parlare di futuro se ci priviamo di un reparto dove nascono bambini"

Scritto da: fabianabianchi8@gmail.com

sindaci valsesserini

Sindaci Valsessera e il caso del punto nascite a Borgosesia: interviene con una lettera Cinzia Nicola, cittadina di Coggiola.

Sindaci Valsessera e punto nascite

«Erano forse tutti in vacanza i sindaci della Valsessera in questo periodo? – scrive la cittadina – Non ho visto nessuno muovere un dito o prendere parte alla protesta contro la chiusura del reparto di ostetricia dell’ospedale di Borgosesia nel periodo estivo. Anche se nei nostri paesi nascono pochi bambini, di ragazze con il pancione in giro se ne vedono ancora. E, guarda caso, l’ospedale più comodo e vicino è Borgosesia, scelto tra l’altro anche da molte neomamme biellesi. Ma forse il problema non è sentito dai nostri amministratori? Forse per questioni anagrafiche, forse per disinteresse… Eppure ogni volta che apro i giornali locali leggo che i nostri sindaci parlano di progetti e iniziative per dare servizi e per combattere lo spopolamento, ormai inesorabile dei nostri paesi. A parole tutti bravi, ma servono i fatti. Per contrastare la chiusura di un reparto importante come ostetricia invece tutti rimangono zitti, nessuno che osa schierarsi contro la decisione dell’Asl».

La politica

«Che ci sia forse un motivo politico di fondo, visto che la Regione batte bandiera PD? Invece bisognerebbe andare oltre alle logiche di partito e capire che il problema è reale. Bisognerebbe comprendere che per una mamma e per una coppia di neo-genitori il disagio c’è. Non possiamo parlare di futuro se ci priviamo di un reparto dove nascono bambini, non si può avere il coraggio di continuare a parlare di programmazione per il futuro se non si muove un dito per un servizio così importante. I nostri sindaci dovrebbero ricordare che sono lì per fare gli interessi del territorio e non per portare avanti la normale amministrazione, per quella ci sono i burocrati. Proprio l’altro giorno sono passata davanti all’ospedale e ho notato la protesta, c’erano solo sindaci della Valsesia, oltre al primo cittadino di Grignasco. Certo, tutti con lo stesso orientamento politico. La sanità non è una questione politica, è un diritto».

Il futuro

«Bisogna avere il coraggio di alzare la voce, di alzare il telefono e dire all’Asl Vercelli che così non si fa. Bisogna ricordare a qualcuno che ad agosto non chiudono neppure i negozi e i bar, mentre si chiude un reparto dove nasce il nostro futuro. Nascono pochi bambini a Borgosesia? Va bene, ma non è un servizio che va chiuso, bisogna invece lavorare per migliorarlo. Perché per una mamma che abita in Valsesia o in Valsessera andare fino a Biella o Vercelli o Borgomanero non è così semplice quando magari nel cuore della notte si rompono le acque. Mi chiedo poi con quale coraggio i nostri amministratori torneranno a parlare di dare un futuro al territorio se davanti a una notizia così clamorosa non osano neppure protestare».

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