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Tassa soggiorno, a Varallo regna l’improvvisazione | La lettera

Il gruppo di minoranza “ViviAmo Varallo” muove diverse critiche

tassa soggiorno

Tassa soggiorno, critico il gruppo di minoranza “ViviAmo Varallo”.

Tassa soggiorno la lettera

Sul tema dell’imposta comunale di soggiorno in vigore a Varallo da venerdì, riceviamo e pubblichiamo le considerazioni del gruppo consiliare di minoranza “ViviAmo Varallo”, guidato da Luca Cravanzola.

«Eccoci ormai giunti al 1° giugno, data che segna l’inizio di applicazione a Varallo della imposta di soggiorno. Come al solito e possiamo dire anche come sovente rilevato, quasi ad ogni iniziativa che questa amministrazione comunale varallese avvia, o meglio impone (come già successo anche nelle scorse consiliature), emerge una notevole improvvisazione politico-amministrativa. Ed ora spieghiamo il perché: nella seduta del consiglio comunale dell’1/03/2018 i dieci consiglieri comunali su 12 presenti che hanno votato a favore dell’istituzione della imposta di soggiorno hanno contestualmente approvato il relativo Regolamento comunale dell’imposta».

Il regolamento

«Nasce quasi spontaneo domandarsi: quanti consiglieri prima della votazione avevano letto bene e approfondito tale Regolamento? Il sindaco, l’assessore alla cultura e turismo e il consigliere delegato al turismo avevano ben chiare le dinamiche che tale “regolamento” e successiva deliberazione di Giunta circa al relativo “tariffario” avrebbero innescato? Eppure noi consiglieri del gruppo Viviamo Varallo che la bozza della succitata deliberazione consiliare e l’allegato Regolamento li avevamo bene valutati, e ritenendo questa proposta sbagliata nei “modi” e nei “tempi” (non nel “merito”. ViviAamo Varallo non è contro le imposte di soggiorno come tali e come opportunità così individuata dalla disciplina legislativa di settore), abbiamo puntualmente richiesto al Consiglio di soprassedere, (rimandando così più in là nel tempo tale istituzione di imposta), onde garantire tempi maggiori necessari per approfondire la possibilità di avviare un doveroso e più sensato, a nostro avviso, progetto territorialmente più ampio da Gattinara ad Alagna che unitamente rilanciasse e promuovesse l’intero nostro bacino territoriale di valle con una applicazione di imposta di soggiorno condivisa e ben regolamentata con tariffe differenziate, graduali e sensibili alle diverse realtà e attività di settore inerenti».

Gli altri enti

«Altresì abbiamo evidenziato che una tale proposta (istituzione della imposta di soggiorno) andava e va responsabilmente progettata e approfondita con l’apporto e il confronto con tutte le varie associazioni/consorzi di categoria e di settore presenti e operanti in primis nel nostro territorio. E l’amministrazione di Varallo almeno questo confronto lo ha sostenuto prima di avviare il tutto? Il Comune dice di aver preliminarmente alla deliberazione consiliare in questione (1° marzo 2018 – Istituzione Imposta di soggiorno) “…. sentite le associazioni maggiormente rappresentative dei titolari delle strutture ricettive situate nel Comune di Varallo”, proprio come indica il D.Lgs. n.23 del 14/03/2011 art.4. Ma a Varallo ad esempio i due principali alberghi Albergo Italia e Albergo Vecchio Sacro Monte, nonché l’unico campeggio presente sul territorio Campeggio Valsesia pare proprio non abbiano mai avuto alcun preliminare avviso e coinvolgimento anche solo di consulto prima del fatidico 1° marzo 2018. Anzi solamente ormai ad inizio del corrente mese di maggio hanno ricevuto in merito convocazione per un primo incontro esplicativo tra Amministrazione e tutti i vari principali esercenti attività turistico-ricettiva in Varallo, dove per la prima volta oltre a spiegare modalità applicative dell’imposta si é aperto un confronto tra le parti».

L’incontro

«Durante tale incontro (come volevasi dimostrare) sono così emerse tante perplessità a fronte di un “regolamento” e relativo “tariffario” che sembrano al quanto scarni: non tengono conto delle più disparate e differenti realtà turistico-ricettive presenti in Varallo (alberghi, case vacanze, ostello, campeggio, case di ospitalità/riposo delle suore, affitta-camere per studenti, locazioni brevi e temporanee, eccetera); i casi sono tanti e non possono e non devono aver uguale imposta. Ad esempio le case di ospitalità delle suore, il campeggio e altri tipi di locazioni, hanno nella propria clientela degli stanziali ai quali non si può andare ad applicare una imposta fissa di pernotto pari a quella del turista saltuario che si ferma qualche giorno a Varallo; non contengono una doverosa e responsabile applicazione di criteri di gradualità; non contengono la definizione di un termine dei giorni di pernottamento oltre al quale poi l’ospite non deve più pagare la tassa.

E poi esiste a Varallo un puntuale elenco e definizione di censimento di tutte quelle che sono le varie attività e soggetti a cui tale imposta è pertinente? Se manca questo su che base possono essere fatti e poi i controlli di verifica?»

La decorrenza

«La decorrenza di questa imposta è fissata appunto per il 1° giugno 2018. Ciò vuol dire per le varie attività e soggetti in questione innescare una variazione di tariffe e di gestione contabile in pieno corso d’anno. Così capita anche che alcuni gruppi e clienti che avevano già stabilito e fissato precedentemente il proprio soggiorno e relativo prezzi con il gestore si ritrovano una variazione di prezzo in aumento (“cambiate le carte in tavola”). Il buon senso, per non dire altro, porta a dire che forse l’entrata in vigore di una nuova imposta la si dovrebbe far decorrere con l’inizio dell’anno (in questo caso dal 1° gennaio 2019) e non durante l’annata in corso, onde permettere così a tutti di assimilare bene le procedure e le dinamiche e non da ultimo poter ponderare bene le cose e organizzarsi».

La stampa

«Dai vari articoli apparsi sui giornali locali e non (La Stampa VC, Notizia Oggi, eccetera), l’assessore alla cultura e turismo di Varallo e il sindaco hanno decantato questa iniziativa solo in termini generali, ma dimenticandosi di quante problematiche per gli addetti stanno nascendo proprio per non aver responsabilmente affrontato ben prima (per tempo) la questione nei dettagli. I loro riferimenti sono sempre rapportati ai turisti perché superficialmente si crede che tale questione tale imposta colpisca solo il turista saltuario, invece per le modalità e unica tariffa ad oggi deliberata la cosa sta andando a creare notevoli disagi per gli addetti e non solo. A breve andrà a finire che dovranno apportare modifiche e fare retromarcia e rivisitare alcune disposizioni tariffarie e non solo. Pertanto cosa costava fare le cose per bene fin da subito? “La fretta è sempre cattiva consigliera” e “La gatta frettolosa fa i gattini ciechi”. Ecco perché diciamo che regna l’improvvisazione e la superficialità politico-amministrativa».

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