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Tragedia Gianluca Camaschella: sotto accusa i guard-rail

Basta con le sbarre in ferro e senza protezioni per chi viaggia in moto: i centauri lanciano una campagna di sensibilizzazione

Tragedia Gianluca Camaschella: sotto accusa i guard rail.

Tragedia Gianluca Camaschella: i guard-rail

Dopo l’incidente che è costato la vita al 17enne valsesiano ora sono in molti a chiedesi se le strade valsesiane sono sicure per i motociclisti. A chiedere maggiore sicurezza è Mauro Gessi di Pesaro, di professione costruttore di prototipi: «Purtroppo le strade italiane non sono adatte ai motociclisti e anche in Valsesia non ho visto le protezioni che invece si trovano all’estero. Non voglio assolutamente entrare nell’ambito della dinamica dell’incidente, soltanto portare la mia testimonianza per cercare di fare qualcosa a livello di sicurezza».

Il pericolo dei paletti

Il problema più grosso è rappresentato dal guard-rail: «I paletti sono il vero problema – prosegue Gessi-. Sono profili di metallo che non hanno alcuna protezione. Quando un motociclista ha un incidente in strada cade per terra e finire addosso a questi paletti vuol dire riportare come minimo ferite davvero serie». All’estero le cose stanno diversamente: «Soprattutto all’estero i sostegni del guard-rail sono fatti o coperti con materiali tipo legno o plastica che attutiscono il colpo- sottolinea Gian Mauro Dalla Vecchia presidente dei “Motodipendenti” di Serravalle -. Purtroppo in Valsesia e in Italia le strade non sono adatte a motociclisti, con buche e appunto paletti che mettono a rischio non solo noi che andiamo in moto, ma anche i ciclisti».

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