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Trivero 80 anni fa la prima pietra della Panoramica Zegna

Era il 1938 quando venne avviata la realizzazione del progetto, voluto da Ermenegildo Zegna

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Trivero 80 anni di Panoramica Zegna: correva il 1938 quando iniziarono i lavori.

Trivero 80 anni per la Panoramica Zegna

Il sogno di Ermenegildo Zegna era quello di far vivere la montagna sopra a Trivero. Con questo obiettivo iniziò i lavori per quella che sarebbe diventata la Panoramica Zegna: non solo una strada, ma un progetto che ha regalato a Trivero una montagna bella, vivibile e capaci di ospitare attività alberghiere, scuole superiori, alpeggi e impianti sportivi. Iniziata nel 1938, la Panoramica di “Gildo” Zegna compie ora 80 anni. «Il nonno – spiega la nipote Laura Zegna – aveva davvero a cuore il territorio. E il suo era un progetto ambizioso per salvaguardare le montagne del Triverese. Una via di comunicazione era necessaria per rendere vitale la montagna anche dal punto di vista economico. Oltre ad aver dato posto alla sua gente in fabbrica, aveva cercato di creare un ambiente adatto al turismo familiare. Soprattutto nel periodo bellico, in molti sono poi andati a lavorare in montagna. Il nonno aveva davvero una grande visione e oggi vediamo l’importanza di questa strada, che è riconosciuta a livello europeo».

La trasformazione

Imprenditore tessile che guardava lontano, Ermenegildo Zegna trasformò una zona brulla e inospitale in quell’area che poi è diventata l’attuale Oasi Zegna, una zona ricca di bellezze naturalistiche, a partire dalla celebre “conca dei rododendri”. Fece mettere a dimora lungo il percorso mezzo milione di conifere, valorizzando questo percorso stradale panoramico. Un lavoro importante che prese il via appunto nel 1938 dal Centro Zegna. I progetti furono redatti dall’ingegner Silvio Grupallo di Biella con la collaborazione del geometra Mario Vineis. A seguire il cantiere e ad eseguire i lavori fu la ditta Dezzuti e Vineis. «La strada inizialmente – si legge sul sito dell’Oasi Zegna – doveva essere larga 4 metri, ma fu poi allargata a 7 metri e asfaltata già nel 1955. Nei primi due anni, 1938-1939, fu costruito un primo tratto di 3700 metri che dal Centro Zegna raggiungeva il poggio Caulera a 1080 metri, dove fu eretto un primo modesto edificio adibito a locanda». La seconda guerra mondiale interruppe il cantiere, che riprese nel 1947 arrivando a Stavello per poi proseguire lungo il tracciato, che tocca la bocchetta di Margosio e l’allora colonia alpina per i figli degli operai. La strada andò avanti, e nell’estate del 1953 si ricavò il piazzale a Bielmonte, nel punto più alto della strada, a 1500 metri, dove partirono poi gli interventi per realizzare la stazione sciistica, che ancor oggi accoglie molti amanti di questo sport.

Gli ultimi tocchi

L’ultima tappa realizzata da Ermenegildo Zegna prima della morte nel 1966, arrivò sino a Bocchetto Sessera e al poggio Biella. I lavori sino a Valmosca nella Valle Cervo si conclusero nel 1977 grazie al finanziamento della famiglia Zegna e di enti pubblici. Complessivamente la Panoramica si estende per 65 chilometri ed è attualmente gestita dalla Provincia di Biella. «Il nonno – conclude Laura Zegna – ci ha lasciato una grande eredità. Stiamo lavorando per continuare su questa via cercando di promuovere il territorio, valorizzandolo e offrendo servizi per turismo. Nell’Oasi Zegna vengono proposti diversi eventi perché crediamo sia importante puntare sul turismo e salvaguardare le nostre montagne. Ci sono state escursioni, la serata dedicata alle stelle, l’outdoor festival, il nordic walking. Altri eventi sono in calendario a breve e poi in autunno».

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