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Trivero trovati sacchi insanguinati lungo la strada

Si ipotizza che siano stati usati da qualche cacciatore per trasportare le prede

spara al nipote

Trivero trovati dei sacchi in nylon sporchi di sangue abbandonati per strada.

Trivero trovati sacchi insanguinati

La stagione di caccia è appena iniziata e le prime uscite hanno già sollevato polemiche. A Trivero, nei boschi tra Ponzone e Botto, domenica scorsa si sentivano continuamente spari. E qualcuno ha lasciato pure sotto il cimitero di Botto sacchi di plastica insanguinati, con ogni probabilità utilizzati dai cacciatori per trasportare gli animali ormai senza vita. La questione è stata sollevata anche sui social nel gruppo “Sei di Trivero se…”. C’è chi chiede ironicamente se i nylon sporchi di sangue lasciati sulla strada sotto il cimitero di Botto si possono buttare, o se servono per una prossima battuta. I commenti non mancano di certo.

Paura di incidenti

Alcuni residenti che abitano ai confini del bosco si sono detti anche preoccupati per i continui spari sentiti per tutta la giornata di domenica. Altre persone, solite a camminare lungo il sentiero che da Ponzone sale fino a Botto, hanno preferito rinunciare alla propria uscita proprio perché non si sentivano sicuri. La presenza di cacciatori e il rischio di qualche errore di certo non permette di andare a passeggiare in modo tranquillo, senza contare il rischio di trovarsi in mezzo a qualche battuta di caccia. Tanto più dopo la tragedia di domenica scorsa in Liguria, dove un 19enne è rimasto ucciso per errore da una fucilata esplosa da un cacciatore. Un caso estremo, certo, ma che ha scosso parecchio l’opinione pubblica. E proprio dalle testimonianze su Facebook alcuni residenti dicono di aver visto cacciatori attrezzati di tutto punto «come se fossero Rambo».

Le scorse stagioni

E non è la prima volta che a Trivero si verificano problemi legati alla caccia. Due anni fa la proprietaria di un terreno si era vista arrivare sul proprio terreno due cacciatori che avevano recuperato l’animale colpito ed ormai esanime. La donna aveva allertato anche i carabinieri per avviare le indagini del caso. E cacciatori sono impegnati in battute anche nella zona dell’alta Valsessera.

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