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Varallo ”accorpa” Sabbia e insieme si prendono 10 milioni

E’ il primo caso di “incorporazione” in Valsesia. I cittadini saranno chiamati al referendum

Indipendente dal 1514, Sabbia potrebbe essere presto “annessa” a Varallo. Se i cittadini dei due centri valsesiani saranno d’accordo ne diventerà “municipio”, una sorta di frazione speciale. L’idea è partita dal sindaco di Sabbia, Carlo Stragiotti, e ha trovato approvazione da parte del collega della Città del Sacro Monte, Eraldo Botta. All’origine della decisione le crescenti difficoltà di un Comune sottodimensionato che sfiora sfiora i 60 abitanti: «Di problemi a Sabbia ce ne sono tanti – spiega Stragiotti -, dalla mancanza di risorse alla troppa burocrazia alla quale dobbiamo stare dietro. A breve il nostro unico dipendente andrà in pensione e non potremo sostituirlo, non abbiamo chi si occupa del taglio dell’erba e anche lo sgombero della neve è un miraggio. L’unica soluzione che ci resta è unirci con un centro più grande, con un bilancio di una certa portata e una struttura organizzativa solida e ben definita».

Se il progetto di incorporazione andrà in porto Sabbia e Varallo riceveranno quasi dieci milioni di euro distribuiti in dieci anni, un incentivo dello Stato vincolato a questo genere di iniziative. «Il Comune di Sabbia non è più in grado di produrre servizi – prosegue Stragiotti – e io non me la sento di fare il sindaco in queste condizioni. Ci sono ditte che aspettano soldi dalla nostra amministrazione, ma non possiamo pagarle perchè la burocrazia ci blocca, così non si può andare avanti. In questi due anni e mezzo la mia amministrazione ha fatto molto: abbiamo portato avanti e concluso il progetto “Seimila campanili”, intervenendo sul capoluogo, e promosso Sabbia facendo venire fino a qui la Rai, per ben tre volte. Ma non è abbastanza. Unirsi a Varallo significherà ricevere molti soldi». E il sindaco ha già le idee chiare su come spenderli: «Dopo esserci dedicati al centro, penseremo alle frazioni. Tra le priorità c’è la realizzazione di strade carrozzabili per le località che le aspettano da decenni; come per esempio Salaro, dove ci sono ancora una cinquantina di abitazioni. Molti, proprio per via della mancanza di servizi se ne sono già andati, dobbiamo salvare ciò che è rimasto. C’è poi la questione sicurezza, con punti del paese a rischio idrogeologico. Tra le cose che voglio fare c’è riaprire la mulattiera che porta a Erbareti, che deve prima essere messa in sicurezza. E poi occorre sistemare gli acquedotti: per il nuovo serbatoio servono 40mila euro, somma che senza questo contributo non avremo mai tra le nostre disponibilità. Seguono la ristrutturazione della sede della Pro loco e investimenti sulla telefonia». La fetta più grossa dei dieci milioni di euro andrà a Varallo: si tratta di soldi, liberi da vincoli, che il Comune potrà utilizzare come meglio crede.

L’iter burocratico per l’incorporazione di Sabbia a Varallo parte dal referendum: perchè il progetto vada in porto serve il benestare dei cittadini dei due centri. Al momento il Comune di Sabbia sta stendendo il regolamento referendario e nei prossimi mesi, la data non è ancora stata fissata, si andrà alle urne. Se vincerà il sì il progetto andrà avanti, con le delibere da mandare in Regione. Una volta che l’iter sarà completato la giunta di Sabbia decadrà e il sindaco andrà a rivestire un ruolo ad hoc nell’amministrazione di Varallo, per il quale si devono ancora definire i contorni.

La proposta di Stragiotti ha trovato da subito l’approvazione del sindaco di Varallo. «Un’operazione di questo genere porterà molti soldi in valle, garantendo grandi investimenti – dice Botta -. Il denaro potrà essere utilizzato per incentivare il turismo, valorizzando il Sacro Monte e i nostri beni artistici, così come per migliorare i servizi erogati ai cittadini». Molto dipenderà anche dal risultato delle elezioni amministrative, che si terranno a Varallo nei prossimi mesi: «Se vincerà la lista che rappresenta la continuità del mio operato – aggiunge Botta – questo progetto andrà sicuramente avanti. Del resto si tratta di un’occasione unica, che non possiamo farci scappare».

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