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Varallo dedica piazza al comandante partigiano

Ricoprì anche la carica di sindaco appena dopo la seconda guerra mondiale

Varallo dedica piazza a “Pedar”, primo sindaco della città dopo la Liberazione. L’idea era venuta a un altro partigiano, Giulio Quazzola

Varallo dedica piazza a Pietro Rastelli

Varallo rende onore al partigiano Pietro Rastelli, lo storico comandante “Pedar”. Erano davvero in tanti, qualche giorno fa, ad assistere alla cerimonia per l’intitolazione della piazza adiacente alla sede dell’Anpi in via Vietti, al combattente della Resistenza che aveva appunto preso il nome di “Pedar”. L’idea di dedicare una piazza cittadina a Rastelli era venuta a un altro partigiano, Giulio Quazzola, e l’amministrazione comunale varallese ha accolto favorevolmente il suggerimento per rendere onore alla figura di quest’uomo che ricoprì anche la carica di sindaco appena dopo la seconda guerra mondiale e dirigente della sezione Anpi di Varallo, membro del Comitato nazionale, presidente della sezione varallese dell’Associazione mutilati e invalidi di guerra, e membro del comitato d’onore dell’istituto per la storia della Resistenza.

Le parole del sindaco

«Voglio ricordare circa un anno fa il momento in cui Quazzola mi ha suggerito questa cosa – ha detto il sindaco Erlado Botta -. L’iter burocratico è stato lungo, ma ci siamo riusciti. Questo luogo è molto particolare, qui c’era il palazzo della Vicinanza, che sta molto a cuore ai varallesi. Questo sarà un punto di riferimento per tutti perché è giusto che si ricordino momenti importanti e personaggi valorosi della nostra storia. Per questo verrà posizionata anche una panchina, perché sia per tutti un segnale di ottimismo e spirito propositivo».

Le parole del direttore dell’Istituto storico

Enrico Pagano ha poi raccontato la storia di Pietro Rastelli dalla sua nascita fino ai punti salienti della sua vita, la guerra e la scelta di unirsi alla Resistenza diventando poi comandante della 84a brigata “Strisciante Musati”. In questo periodo viene ferito gravemente per ben tre volte: «Queste tre cicatrici – ha detto Pagano – possono essere considerate come tre medaglie per il combattente che alla fine della guerra ha ricevuto una medaglia di bronzo al valore militare e la croce di guerra. Sono dei riconoscimenti fisici che sottolineano il suo temperamento impulsivo e il suo animo coraggioso. Per lui la Resistenza era una cosa da vivere in prima persona guidando e dando l’esempio ai suoi compagni. Una cosa non comune e inusuale per coloro che hanno combattuto contro i fascisti. Si assumeva tutti i rischi e i pericoli e le responsabilità pagando in prima persona».

In tanti alla cerimonia

Alla cerimonia di sabato mattina erano presenti il figlio Bruno, presidente della sezione Anpi di Varallo e di quella provinciale, la figlia Maria Grazia (avuta con la prima moglie) e la moglie Piera Lago che hanno scoperto la targa. Tra il pubblico c’erano alcuni dei partigiani che hanno combattuto con lui, le donne che hanno dato il loro contributo alla Resistenza, le rappresentanze di tante sezioni dell’Anpi, e la presidente nazionale dell’Anpi, Carla Nespoli, che, oltre a ricordare la figura di Rastelli, ha parlato di quelli che sono gli obiettivi del sodalizio oggi. La cerimonia è stata accompagnata dalla musica della banda cittadina e dai canti del coro “Pizzio Greta” di Fontaneto.

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