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Varallo mostra su Arturo Gibellino a 10 anni dalla scomparsa

In biblioteca sino a Ferragosto

Varallo mostra su Gibellino in biblioteca. La sua lunga e avventurosa vita si era dipanata tra l’Europa e l’America, con Gattinara come baricentro. In Valsesia trovò motivi di ispirazione negli anni Settanta, durante i soggiorni a Cervarolo 

Varallo mostra è un omaggio ad Arturo Gibellino

Omaggio ad Arturo Gibellino a dieci anni dalla scomparsa. Martedì mattina è stata inaugurata in biblioteca a Varallo la mostra-ricordo di questo artista, nato nel 1910 e morto il 7 settembre 2008, ancora vivo e presente attraverso le sue opere «realizzate in una vita lunga e avventurosa, che si è dipanata tra l’Europa e l’America, con Gattinara come baricentro – scrive Piera Mazzone, direttore della biblioteca -. In Valsesia trovò motivi di ispirazione negli anni Settanta, durante i soggiorni a Cervarolo con la sorella Santina e la nipote Lalli, che era nata a Buenos Aires». In mostra saranno esposte opere molto diverse tra di loro come stile e tecnica, «perché – ricorda Mazzone – questo artista non si cristallizzò mai in una singola cifra stilistica. Con la bicicletta e una tenda iniziò a viaggiare per l’Italia, per conoscere “in presa diretta” le bellezze storico-artistiche. Durante la seconda guerra mondiale fu “pittore di guerra”; dislocato sul fronte francese disegnò e dipinse moltissimo: il paesaggio, circondato dalle maestose montagne, e molti schizzi a china acquerellata per documentare la vita quotidiana degli alpini. Emigrò in Argentina nel maggio del 1948. Nel 1958 intraprese un lungo viaggio per studiare le antiche civiltà precolombiane. Nel 1960 viaggiò negli Stati Uniti, fermandosi a Pittsburgh, in Pennsylvania, dove risiedevano dei parenti minatori».

Fu anche scultore e scrittore

Tornato in Italia, nella sua Gattinara, all’inizio degli anni Sessanta Gibellino si cimentò anche nella scultura. «Ogni luogo ha lasciato la sua impronta – sottolinea Mazzone -: dall’Argentina al Perù, all’Ecuador, al Brasile, con le immense foreste e le cascate, scale e case bianche, i paesaggi assolati del Sud, le Puglie, Positano (dove dall’1 al 30 luglio 1963 allestì una mostra di intensa solarità), Matera e poi ancora più a sud: la Tunisia con le architetture azzurre e bianche di Sidi Bou Said. Risaie, baragge, campi di grano, paesaggi e architetture valsesiane concludono un viaggio durato quasi un secolo». Oltre che artista Gibellino fu scrittore prolifico: dal 1976 al 2006 pubblicò ben undici libri, tutti esposti in mostra. «Alessandro Dealberto, oggi assessore alla cultura del Comune di Varallo, con Andrea Avolio – aggiunge Mazzone -, nel giugno 2008 ritrassero l’artista nel suo studio, nell’ambito del progetto di un libro dedicato a personaggi valsesiani che si erano distinti in vari campi. I due giovani fotografi varallesi, allora impegnati in ambito pubblicitario, intendevano recuperare le classiche tecniche fotografiche con stampe fotografiche ai sali d’argento su carta baritata». Nel cortile d’onore di palazzo Racchetti, sede della biblioteca, la mostra sarà visitabile fino al 15 agosto, dal lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 18.30, martedì anche al mattino: 9 – 12. Sabato dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, domenica dalle 15 alle 18.30.

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